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direttore Paolo Pagliaro

Maxxi, ritratti di donne straordinarie

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Maxxi, ritratti di donne straordinarie

“STRAORDINARIE PROTAGONISTE DEL PRESENTE” AL MAXXI DI ROMA

Più di 100 ritratti e voci di donne italiane provenienti da molteplici ambiti della società contemporanea; più di 100 professioniste che con il loro percorso testimoniano tanti modi diversi, e tutti possibili di affermarsi e realizzare le proprie ambizioni nonostante e oltre pregiudizi e discriminazioni. Il progetto, a cura di Renata Ferri con le immagini realizzate da Ilaria Magliocchetti Lombi, verrà presentato nella mostra “Straordinarie protagoniste del presente”, che sarà inaugurata il 13 settembre al MAXXI di Roma per promuovere la campagna indifesa che Terre des Hommes porta avanti ormai da 12 anni per la protezione dei diritti delle bambine e delle ragazze in Italia e nel mondo, attraverso progetti concreti sul campo, ma anche iniziative di sensibilizzazione come Straordinarie, per rivolgersi alle istituzioni e al grande pubblico e sostenere una cultura di rispetto e inclusione contro ogni pregiudizio e discriminazione di genere. La mostra vuole celebrare queste donne che con le loro competenze, la loro creatività e il loro ingegno sono le vere protagoniste del presente, e vuole offrire la loro testimonianza alle bambine e alle ragazze, protagoniste del futuro, per renderle più consapevoli dei loro diritti e ispirarle a coltivare i propri talenti e realizzare i propri sogni. Durante i giorni di apertura proprio per le scuole verranno realizzati incontri e visite ad hoc e all’interno del museo, la mattina del 6 ottobre, verrà presentato il XII Dossier indifesa, l’annuale report pubblicato da Terre des Hommes sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo. (PO / red)

 

A VENEZIA I TAROCCHI DEL FOTOGRAFO PINO SETTANNI

Pino Settanni (1949-2010) è stato uno dei più originali, vivaci e versatili autori della fotografia contemporanea. Un artista che negli ultimi anni sta vivendo una crescente riscoperta, con esposizioni e pubblicazioni, dopo l’acquisizione da parte dell’Archivio Luce del suo intero fondo fotografico, composto di oltre 60.000 immagini. Un immenso patrimonio di cui il Luce cura conservazione e digitalizzazione completa. Notissimo per i suoi ritratti, specialmente quelli dei protagonisti del cinema italiano e internazionale, apprezzato fotoreporter con i suoi viaggi nel Sud Italia e al seguito dell’Esercito italiano in zone colpite dalla guerra come i Balcani e l’Afghanistan, poligrafo estroverso di progetti ‘in serie’, Settanni ha attraversato dagli anni Sessanta ai Duemila una gamma sterminata di generi e tecniche diversi. Ma un tratto costante della sua opera lo rende davvero speciale: l’abbattimento della barriera tra pittura e cinema. ‘Il fotografo col pennello’, ‘il pittore con la macchina fotografica’ sono solo alcune delle definizioni che negli anni lo hanno descritto per sintetizzare uno stile personale, inimitabile. Ora una mostra celebra questo aspetto di Settanni, uno dei più eclatanti della sua opera.  L’esposizione ‘I tarocchi’ è aperta al pubblico fino al 26 novembre nello spazio Le Stanze della Fotografia di Venezia, iniziativa congiunta di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, luogo dedicato ai protagonisti internazionali della foto. La mostra è realizzata da Archivio Luce Cinecittà, in collaborazione con Le Stanze della Fotografia, Fondazione Giorgio Cini e Marsilio Arte. Settanni si dedica alla serie fotografica dei tarocchi, le celebri carte della tradizione europea, nel 1994, sollecitato dalla lettura de Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino, e rendendo personale e definitivo omaggio alla pittura di studio di quello che è stato il suo principale riferimento iconografico per la vita, Caravaggio. L’esposizione presenta al pubblico 61 immagini, di cui i 22 Arcani maggiori, 16 figure degli Arcani minori, e una selezione inedita di foto di backstage, con lo stesso fotografo che si mette in scena sul set. (red)

 

AL MUSEO DI BASSANO “L’ALTRA AMERICA” DI DOROTHEA LANGE

Dal 21 ottobre al 4 febbraio 2024 i Musei Civici di Bassano del Grappa, in collaborazione con CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia di Torino, presentano al pubblico l’opera di Dorothea Lange (1895 –1965), celeberrima fotografa statunitense, co-fondatrice nel 1952 di Aperture, la più autorevole rivista fotografica al mondo e prima donna fotografa cui il MoMa dedicò una retrospettiva nel 1965, proprio pochi mesi prima della sua scomparsa. Photographer of the people, la fotografa della gente. Così Dorothea Lange si presentava nel suo biglietto da visita. Perché lei, borghese del New Jersey, aveva scelto di non fotografare i divi o i grandi protagonisti del suo tempo, per concentrarsi invece sugli “ultimi” di un’America che stava affondando nella Grande Depressione. Fulcro e novità della mostra – dal titolo “Dorothea Lange. L’altra America” - curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi e che presenterà quasi duecento scatti, sarà uno speciale affondo sulla nascita di questo capolavoro, secondo un percorso espositivo di grande fascino ma anche di forte valenza divulgativa e didattica: la presentazione degli scatti eseguiti da Lange per trovare la foto perfetta, permetterà al pubblico di comprendere il procedimento attraverso il quale nasce un’icona. Su commissione del governo americano, Lange si occupò successivamente anche della controversa vicenda dei campi di prigionia per cittadini giapponesi presenti sul territorio americano dopo l’attacco di Pearl Harbor, serie che per il suo atteggiamento critico nei confronti della politica governativa verrà sostanzialmente censurata e riportata solo molti anni più tardi. Queste fotografie saranno esposte per la prima volta in Italia proprio in occasione della rassegna; un evento nell’evento, in quanto la mostra si accompagna alla riapertura del Museo Civico di Bassano del Grappa che, dopo sei mesi di lavori di ammodernamento e riqualificazione, riconsegna al pubblico le proprie importanti collezioni permanenti in spazi completamente rinnovati e con un allestimento affascinante, aggiornato e ricco di opere inedite. (red)

 

AD ASIAGO “I PITTORI DELLA REALTÀ TRA ANTICO E MODERNO”

Prosegue fino al 1° ottobre, nel Museo Le Carceri di Asiago “I Pittori della realtà. Tra antico e moderno”, a cura di Vittorio Sgarbi con Beatrice Avanzi e Daniela Ferrari, che rilegge una particolare stagione dell’arte italiana del dopoguerra attraverso oltre settanta opere pittoriche, riportando in luce la forza e l’eredità artistica di questo gruppo di artisti integralmente rappresentato in mostra: Gregorio Sciltian, Pietro Annigoni, Xavier e Antonio Bueno, insieme con Alfredo Serri, Giovanni Acci e Carlo Guarnieri che si aggiunsero successivamente al gruppo. Completano l’esposizione di un capolavoro di Giorgio de Chirico, il padre della Metafisica che consolidò rapporti di stima con tutti e quattro i “Pittori moderni della realtà”. Vengono inoltre presentate, a confronto con i moderni, opere di artisti antichi, prevalentemente del Seicento e del Settecento, alimentati dalla temperie caravaggesca prima e barocca poi, assunti a fonte di ispirazione e modello dei quattro firmatari del manifesto. “I Pittori della realtà” presentano una poetica artistica che dimostra una straordinaria attualità e la capacità di incontrare il favore di un pubblico numeroso, attento e informato. La mostra - promossa dal Comune di Asiago e Asiago Turismo, in collaborazione con il Mart di Rovereto - offre l’occasione di scoprire la storia e la poetica di questo gruppo considerato anacronistico e non sufficientemente apprezzato dalla critica di allora. La rassegna si divide in sei sezioni. La prima sezione è dedicata a Pietro Annigoni, che orienta la propria ricerca sul primato del disegno secondo il modello della scuola toscana, ingaggiando una personale sfida con gli artisti del passato. L’opera più rappresentativa in mostra, oltre a una magnifica “Tempesta” del 1939, è la copia autografa del “Ritratto della regina Elisabetta II” realizzata con il suo allievo Romano Stefanelli. (red)

 

FOTOGRAFIA: A BOLOGNA ALLA SCOPERTA DEL PAESAGGIO ITALIANO

Dal 29 settembre all’8 ottobre, nella Sala Cavazza del Complesso del Baraccano, nel quartiere Santo Stefano, a Bologna, apre la mostra fotografica “Italia Revisited. Campionario per immagini” di Massimo Baldini, a cura di Claudio Marra. Esposte 86 fotografie a colori, insieme all’omonimo libro d’artista, che rappresentano un’indagine dell’autore sul paesaggio italiano contemporaneo. Alla metà degli anni Ottanta il Viaggio in Italia di un gruppo di fotografi capitanati da Luigi Ghirri ha rivoluzionato l’iconografia del paesaggio nel nostro paese, liberandola dal vecchio modello-cartolina. Trascorso un quarantennio, siamo di fronte a una nuova radicale trasformazione. Ai tempi di Ghirri era da poco iniziata la transizione del sistema produttivo italiano dalle grandi fabbriche postbelliche – il triangolo industriale al nord, le cattedrali nel deserto al sud – alle imprese piccole e piccolissime disseminate nei distretti industriali e nelle zone artigianali, ma anche dietro casa, sotto casa o addosso alla casa, come un tempo capitava a chiese e cappelle. La mostra sollecita un nuovo sguardo, al contempo partecipe e disincantato. Il paese dei nonni e dei bisnonni, che innumerevoli mostre e libri fotografici continuano a proporre con nostalgia e vagheggiamento, non esiste più. Non serve figurarlo come un mondo fatato cui attingere grazie a fotografie “poetiche” che obliterano la realtà. (red)

(© 9Colonne - citare la fonte)