Roma, 27 mar - Il 42% degli italiani con i redditi più bassi, sotto ai 15mila euro annui, rinuncia alle cure: è uno dei dati emersi dal rapporto Ospedali e Salute di Aiop e Censis, presentato oggi a Roma nel corso di un evento dal titolo "Reinventiamo il Servizio sanitario: come evitare la deriva di una Sanità per censo". Secondo la senatrice del Partito democratico ed ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin è veramente il caso, come da titolo, “di evitare la deriva di una sanità per censo, cioè evitare che le persone alla fine riescano ad accedere a un servizio sanitario soltanto se hanno delle risorse proprie, e quindi pagando di tasca propria o tramite un'assicurazione”. Ma andando ancor più nello specifico, spiega Lorenzin, questo 42% “è un dato differenziato: noi vediamo che c'è un tema di difficoltà di accesso, e quindi di rinuncia alle cure, differenziato anche per regione. Quindi qui abbiamo un'altra grande questione, quella delle disparità, delle diseguaglianze dei trattamenti sanitari regione per regione”. Se non vogliamo rinunciare all'universalità del servizio sanitario nazionale allora, spiega l’ex ministra, “sicuramente abbiamo bisogno di chiarirci le idee su quanto siamo disponibili a spendere per il servizio sanitario nazionale per essere almeno comparabili a paesi più vicino a noi per stile di vita, reddito e PIL, penso alla Francia e alla Spagna”. E in seconda battuta, aggiunge, “avere anche la forza di riformare il sistema sanitario in quegli aspetti di programmazione e di organizzazione che adesso, soprattutto dopo il Covid, necessitano di un cambiamento di prospettiva”. Per ristabilire un Ssn equo è necessario, secondo Lorenzin, “recuperare quei 30 miliardi che sono di fatto spesi ‘out of pocket’” ovvero pagati di tasca propria dai cittadini, “e reinserirli nel nostro servizio sanitario nazionale. E poi c'è un'ultima cosa: che ovviamente tutti questi problemi non ci sarebbero se non ci fosse più di 100 miliardi di evasione fiscale, che poi i cittadini, quelli che di solito le tasse le pagano tutte, pagano di tasca propria”.
(PO / Sis)
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