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direttore Paolo Pagliaro

DI NUOVO TROPPE AUTO IN STRADA, ITALIANI IMBOTTIGLIATI

DI NUOVO TROPPE AUTO IN STRADA, ITALIANI IMBOTTIGLIATI

Sempre meno lavoratori in smart-working e sempre più automobilisti in strada: così gli italiani restano imbottigliati nel traffico. A rilevarlo è la terza edizione di Data Mobility 2024, elaborata da GO-Mobility in collaborazione con Motion Analytica e con il supporto di Vodafone Business e Viasat, azienda di TargaTelematics. Lo studio, attraverso i big data provenienti da dispositivi digitali delle automobili, le cosiddette scatole nere, e da sim telefoniche, racconta come si muovono gli italiani. E il Belpaese, anche in questo caso, appare spaccato in due: al nord ci si muove nelle ore di punta, mattina e sera, al sud si sale in macchina di più nell’ora di pranzo. E la carenza del trasporto pubblico e delle infrastrutture interconnesse non aiuta, così le città sono sotto pressione.

Dopo la pandemia, un nuovo ritmo di mobilità si sta disegnando nelle città. E a raccontare come si spostano gli italiani adesso ci sono i big data. Sono 14 le città metropolitane considerate, 500.000 automobili, 80 milioni di viaggi, 23 milioni di sim, 200 mila celle telefoniche dislocate sul territorio nazionale e 30 miliardi di posizioni giornaliere referenziate.

Dai nuovi dati emerge che oggi, rispetto al pre-pandemia, sono diminuiti gli spostamenti totali, ma sono aumentati quelli sulle lunghe distanze. Rispetto al 2022, nonostante l'aumento contenuto degli spostamenti, la congestione è aumentata in maniera significativa, come testimoniato dall'abbassamento della velocità in tutte le città metropolitane.

Lo studio, 2019-2023, rileva che l’incremento degli spostamenti in auto interessa specialmente la componente suburbana e l’ora di punta mattutina, in cui hanno origine i viaggi più lunghi e nelle stesse direzioni e direttrici. Tutto ciò causa una congestione paragonabile se non superiore al 2019, complice anche la mancata risposta del trasporto pubblico in termini di servizi e infrastrutture più efficienti.

Il divario tra il nord e il sud persiste. Le città hanno mostrato risposte differenti alle nuove abitudini di mobilità. In Italia, nel 2023 aumentano la dipendenza dall’auto e gli spostamenti in auto per abitante. Le città con i maggiori incrementi sono Milano con rispettivamente un +10% e 8,5%. Seguono Firenze e Bologna. I due indicatori diminuiscono invece nelle isole, soprattutto a Cagliari che segna -4% e -13%.

Nel 2023 diminuisce la velocità media degli spostamenti in auto rispetto al 2022. Si corre di meno nei capoluoghi che nelle città metropolitane. Fa eccezione solo Milano dove il calo della velocità è molto vicino a quello riscontrato nei capoluoghi, -7,5% contro -7%. Le altre città: Roma -6,2%; Palermo -8,4%; Bologna -12,4%; Torino -6,9%; Firenze -5,7%, Napoli -4,8% e Bari -5,5%.

I territori in cui la pressione è minore sono le grandi città del centro-nord, mentre è maggiore per le città del sud e delle isole. Caso particolare si riscontra per il comune di Messina e la città metropolitana di Reggio Calabria, probabilmente influenzati dalla presenza del servizio di traghetti tra Messina e Villa San Giovanni.

È evidente che le città che godono di una migliore accessibilità alle autostrade, sono quelle più capaci di adattarsi a questi nuovi flussi di mobilità.

Una novità che emerge dallo studio è la crescente presenza di stranieri non legata al turismo e sempre più radicata nel quotidiano urbano. Nelle città in esame, con l'eccezione di Venezia, aumenta la presenza di stranieri abituali, ovvero tendenzialmente persone che provengono dall’estero e frequentano la città non per motivi turistici ma di lavoro o legati alla presenza di seconde case. L'aumento interessa in modo particolare il comune di Messina +47%, Cagliari +30%, Bologna +27% e in misura minore Torino +12%, Napoli +11%, Genova +9%. 

(© 9Colonne - citare la fonte)