"Oggi il governo ha stanziato 3 miliardi per fronteggiare il caro bollette, parliamo di circa un miliardo e 600 milioni di euro per le famiglie e di un miliardo e 400 milioni per le imprese. Con questo intervento le famiglie con un reddito Isee fino a 25 mila euro, quindi la stragrande maggioranza, potranno contare nel prossimo trimestre su un sostegno di circa 200 euro se ne faranno richiesta". Così il premier Giorgia Meloni, in un video diffuso dopo il Consiglio dei ministri che ha varato il decreto legge sul caro bollette. "Un contributo che salirà a oltre 500 euro per chi ha già i requisiti per il bonus sociale, quindi i nuclei con un Isee fino a 9.530 euro. Inoltre, abbiamo prorogato di 2 anni l'obbligo per i vulnerabili di passare al mercato libero" aggiunge Meloni, per poi continuare: "Andiamo anche incontro alle imprese, in particolare tagliamo gli oneri di sistema per le piccole e medie imprese, assicuriamo così una riduzione per le prossime bollette che si aggira intorno al 20%". "Avremo finalmente delle bollette chiare grazie all'obbligo di trasparenza che imponiamo ai gestori, oltre a un certo prezzo dell'energia lo Stato ha deciso che rinuncerà all'Iva e destinerà l'eccesso di Iva alla riduzione delle bollette. Abbiamo inoltre costruito un meccanismo che ci consentirà di utilizzare, in base all'andamento futuro dei prezzi dell'energia, anche ulteriori 3,5 mld del Fondo sociale per il clima". Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha spiegato in conferenza stampa: "E' un contributo che andrà a valere sulle bollette, concentrato nel prossimo trimestre, nell'auspicio che peraltro è dimostrato dall'andamento dei prezzi di mercato che i prezzi dell'energia e del gas scendano per situazioni di vario ordine e tipo". "L'auspicio che una pace giusta e duratura in Ucraina ci possa aiutare con un mercato del gas e dell'energia più normale è sicuramente una delle componenti che mi rende fiducioso per quanto riguarda l'inflazione", sottolinea il responsabile del dicastero di Via XX Settembre, secondo cui inoltre "un continente europeo che vede la recessione in alcuni grandi Paesi un dato di fatto e all'orizzonte, necessita di una politica monetaria più accomodante, ma è una mia opinione e non intendo dare consigli a nessuno". Per quanto riguarda i dati sul Pil, il ministro precisa: "Tra una settimana o poco più avremo i dati definitivi per quanto riguarda come chiuderemo il 2024, per quanto riguarda il 2025 e il 2026 dovremo sicuramente aggiornare le previsioni macroeconomiche, lo si fa ogni anno e a maggior ragione adesso: dobbiamo tener conto che siamo in una procedura di deficit eccessivo, abbiamo un programma ben chiaro per uscirne". Infine, Giorgetti assicura come siano destituite di fondamento le voci su una sua arrabbiatura, anche in relazione alla genesi del Dl Bollette, rispondendo a una domanda che menzionava il Southampton, squadra della Premier league inglese di cui è tifoso: "Visto che ho letto di mie arrabbiature, vorrei dire che io mi arrabbio solo quando perde il Southampton, e purtroppo ultimamente accade spesso, anche vistosamente". "Per quanto riguarda la discussione su riduzione Irpef o rottamazione - aggiunge - sono tutti e due programmi di questo governo, l'incarico molto complicato e difficile del ministro dell'Economia è rendere possibile, in una situazione di grande incertezza, contemperare queste situazioni". "Alla fine - sottolinea il ministro - le partite si possono perdere o vincere, ma quello che hanno fatto in questi anni il governo e il Mef è riuscire a contemperare diverse visioni all'interno della maggioranza. E comunque resto tifoso del Southampton anche se perde tutte le partite, è un discorso che va al di là della convenienza e questo vale anche in politica". (Roc)
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