Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Ricerca, Sicilia: studio ricostruisce 15mila anni di migrazioni e radici anche da Balcani e Ucraina

BigItaly focus
BigItalyFocus è un servizio di news quotidiane che offre informazioni e approfondimenti sul meglio della presenza italiana nel mondo. Dal lunedì al venerdì, offre un panorama di informazione completo che spazia dalle attività di cooperazione al made in Italy

Ricerca, Sicilia: studio ricostruisce 15mila anni di migrazioni e radici anche da Balcani e Ucraina

Washington - Per la prima volta uno studio scientifico ricostruisce senza interruzioni 15.000 anni di storia genetica femminile della Sicilia, rivelando dati mai osservati prima: una netta discontinuità tra le popolazioni del Mesolitico e quelle del Neolitico, l’origine multiregionale dei primi abitanti dell’isola — con contributi distinti da penisola italiana, Balcani e Ucraina — e una sorprendente stabilità del DNA materno negli ultimi 8.000 anni, nonostante millenni di migrazioni. L’analisi del DNA mitocondriale ha infatti permesso ai ricercatori di ricostruire con precisione l’arrivo, la scomparsa e la mescolanza dei diversi gruppi che hanno arricchito la popolazione siciliana dal Paleolitico a oggi. Grazie all’analisi di oltre 350 genomi mitocondriali (DNA circolare contenuto nei mitocondri, gli organelli cellulari deputati alla produzione di energia, che si trasmette esclusivamente dalla madre) — provenienti sia da reperti archeologici sia da popolazioni moderne — un team di ricercatrici e ricercatori di sei università italiane, capeggiate da Ferrara e Pavia, ha seguito l’evoluzione delle linee genetiche materne dell’Isola, individuando trasformazioni decisive e migrazioni che ne hanno plasmato l’identità fin dalla preistoria. La ricerca, pubblicata sulla rivista Science Advances, rivela come la Sicilia sia stata per millenni un punto d’incontro tra Europa, Mediterraneo e Africa. Le evidenze genetiche mostrano passaggi chiave quali l’arrivo dei primi agricoltori, la progressiva sostituzione delle comunità di cacciatori-raccoglitori e ulteriori movimenti migratori che, nel corso del tempo, hanno arricchito la diversità genetica ancora oggi presente nella popolazione siciliana. A guidare il lavoro sono Silvia Ghirotto, professoressa del Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie e responsabile del gruppo di Genomica Evolutiva Umana e Paleogenomica dell’Università di Ferrara, e il professor Alessandro Achilli dell’Università di Pavia. Insieme a loro, studiose e studiosi delle Università di Perugia, Palermo, Siena, Firenze e dell’americana University of New Haven. “La Sicilia rappresenta un caso unico, un ponte tra Europa e Africa al centro del Mediterraneo in cui per millenni numerose migrazioni hanno arricchito il pool genetico dell’isola”, sottolinea Ghirotto che spiega:“Il DNA mitocondriale, che si trasmette esclusivamente per via materna, ci ha permesso di seguire nel tempo le linee genetiche femminili e di individuare un momento cruciale: una netta discontinuità tra Mesolitico e Neolitico, circa 8.000 anni fa, quando i gruppi di cacciatori-raccoglitori furono in parte sostituiti dai primi agricoltori provenienti dal Mediterraneo e dall’Europa continentale”. (9colonne)


(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero