Quasi 300 giocatori da tutta Italia e da tutto il mondo si sfideranno da domani a lunedì 8 dicembre alla Fiera di Treviglio, nel bergamasco, nella finale del torneo Rubik’s Italian Championship organizzato dall'associazione Cubing Italy, riconosciuta come organizzazione regionale per l'Italia dalla World Cube Association, in partnership con Spin Master, l’azienda produttrice dell’originale cubo di Rubik. La finale decreterà il nuovo Campione Nazionale di Rubik’s 2025, che avrà risolto nel minor tempo il celebre poliedro nella versione classica 3x3x3, togliendo lo scettro al Campione Nazionale in carica, il diciottenne romano Valerio Locatelli (nella foto). Verranno inoltre premiati i Campioni nazionali delle numerose categorie le cui gare si susseguiranno nel corso dei tre giorni, con cubi di diverse dimensioni e sfide bizzarre come quelle con una sola mano o addirittura bendati. La grande partecipazione al torneo italiano conferma il trend dello speedcubing, disciplina sportiva che consiste nel risolvere il cubo sempre più velocemente, che ha dato vita sin dagli anni ’80 a tornei internazionali sempre più diffusi nel mondo. Il primo campionato mondiale dedicato al Cubo, il “World Rubik’s Cube Championship”, si tenne nel 1982 e da allora è stato un susseguirsi di competizioni organizzate dalla no-profit World Cube Association che toccano i sei continenti e di cui Spin Master è partner ufficiale. Attualmente, a detenere il record mondiale di velocità è Xuanyi Geng, un bambino di 8 anni dalla Cina, che ha completato il cubo di Rubik in 3,05 secondi. Inventato nel 1974 dallo scultore ungherese Ernő Rubik, dopo 50 anni il cubo di Rubik continua a incantare persone in tutto il mondo. Un rompicapo che fin dall’inizio si è rivelato capace di incuriosire il mondo della scienza e della matematica, diventando in poco tempo anche un’icona pop dal design inconfondibile, ma soprattutto un gioco intergenerazionale per le menti curiose di tutto il mondo. Infatti, dopo aver appassionato boomer e millennial, Rubik’s è riuscito a diventare uno dei giochi più virali su YouTube, Tik Tok e Twitch grazie ai ragazzi della Gen Z e Alpha che si sfidano in challenge sui social facendo incetta di views, come la giovane star di TikTok e speedcuber Carolina Guidetti o l’artista Giovanni Contardi, che ha raggiunto la fama internazionale per le sue opere d’arte realizzate con il cubo. Al gennaio 2009 ne erano stati venduti nel mondo 350 milioni, rendendo il cubo di Rubik il puzzle più venduto al mondo. È considerato da molti il giocattolo più venduto della storia.
Il Rubik-kocka (in ungherese) è stato inventato nel 1974 dal professore di architettura e scultore ungherese Erno Rubik. Chiamato originariamente Magic Cube (Cubo magico) dal suo inventore, nel 1980 il rompicapo fu rinominato Rubik's Cube (Cubo di Rubik) dalla Ideal Toy Company, che lo mise in commercio grazie all'uomo d'affari Tibor Laczi e al fondatore di Seven Towns Tom Kremer. Ognuna delle sei facce del cubo è ricoperta da nove adesivi dello stesso colore: bianco, giallo, rosso, verde, blu e arancione. Generalmente il bianco è opposto al giallo, il rosso all'arancione, e il verde al blu; il bianco, il blu e il rosso sono ordinati in senso orario attorno al corrispettivo angolo del cubo. Nei primi cubi messi in commercio, la posizione dei colori variava da un cubo all'altro. Un meccanismo interno permette alle facce di ruotare ognuna in modo indipendente dalle altre cinque, così da mescolare i colori del cubo. Per risolvere il rompicapo bisogna fare in modo che ogni faccia torni a mostrare un solo colore. Si calcola che il numero totale di permutazioni sia approssimativamente di 43 miliardi di miliardi.
A metà degli anni '70, Erno Rubik lavorava al Dipartimento di Interior Design della Moholy-Nagy University of Art and Design a Budapest. Nonostante la largamente nota versione secondo cui Rubik avrebbe costruito il cubo come uno strumento didattico per insegnare ai suoi studenti a comprendere gli oggetti 3D, il suo vero obiettivo era di risolvere il problema strutturale di muovere le singole parti in modo indipendente senza far crollare l'intero meccanismo. Non si rese conto di aver creato un rompicapo finché non mescolò per la prima volta il cubo e cercò di ricomporlo. Il cubo originale differiva lievemente da quello odierno: era monocolore, di legno e con gli angoli smussati; inoltre, all'inizio si diffuse solo tra i matematici ungheresi, interessati ai problemi statistici e teorici che il cubo poneva. Rubik ottenne il brevetto ungherese nel 1975 ed i primi lotti di esemplari del Magic Cube vennero prodotti nel 1977. Nello stesso anno vinse un premio speciale dalla giuria dello Spiel des Jahres in Germania, diventando, il primo e unico gioco solitario nella storia ad essere premiato. Nello stesso periodo in cui il brevetto presentato da Rubik era ancora sotto esame, Terutoshi Ishigi, un ingegnere e proprietario di una ferriera vicino a Tokyo, depositò un brevetto giapponese per un meccanismo quasi identico, che venne accettato nel 1976.
Con il permesso di Erno Rubik, l'uomo d'affari Tibor Laczi portò uno dei cubi alla fiera dei giocattoli di Norimberga, in Germania, nel febbraio 1979 nel tentativo di renderlo popolare. Il rompicapo venne quindi notato da Tom Kremer, fondatore dell'azienda di giocattoli Seven Towns, e i due firmarono un contratto con la Ideal Toy nel settembre 1979 per vendere il cubo in tutto il mondo. Il cubo fece il suo debutto internazionale alle fiere di giocattoli di Londra, Parigi, Norimberga e New York nel gennaio e febbraio 1980. Entro il 1981 il cubo divenne una moda, e si stima che nel periodo tra il 1980 e il 1983 vennero venduti circa 200 milioni di cubi di Rubik in tutto il mondo. Nel solo 1982 ne furono venduti oltre 100 milioni di pezzi. In un particolare momento del 1981, tre tra i dieci maggiori best seller negli Stati Uniti erano libri su come risolvere il cubo di Rubik. Entro il 1983 le vendite calarono tuttavia drasticamente ma in alcuni paesi comunisti, come Cina e URSS, la moda scoppiò in ritardo e la domanda restò ancora alta a causa della carenza di cubi. Nel 1990 Rubik fondò la Rubik International al fine di sostenere i giovani designer. Nel 1995, per celebrare il 15mo anniversario del cubo magico, la Diamond Cutters International realizzò un cubo di 185 carati fatto d'oro e di gioielli colorati, chiamato "Masterpiece Cube". Ma, agli inizi degli anni 2000, l'interesse nei confronti del cubo tornò a crescere nuovamente. Il World Rubik's Games Championship del 2003 fu la prima gara ufficiale di speedcubing dal 1982. Nel 2008 le vendite annuali dei cubi toccarono i 15 milioni di esemplari venduti nel mondo. Parte del nuovo interesse si deve ai video su YouTube, che permisero agli appassionati di condividere le loro strategie di risoluzione del rompicapo. In seguito allo scadere del brevetto di Rubik nel 2000, altre marche di cubi comparvero sul mercato, specialmente da parte di aziende cinesi Molti di questi cubi di fattura cinese sono stati progettati per essere veloci e maneggevoli con agilità (sono infatti denominati speedcubes), e per questo sono preferiti dagli speedcuber. Nel 2003, l'inventore greco Panagiotis Verdes ha brevettato[43] un metodo per produrre versioni del cubo di dimensioni superiori al 5×5×5, fino ad arrivare all'11×11×11. Nel giugno del 2008 sono entrati in vendita i modelli 6×6×6 e 7×7×7 nella linea "V-cube" di Verdes, che dal 2017 produce sia modelli di dimensioni standard (2×2×2, 3×3×3, 4×4×4) che di dimensioni maggiori (5×5×5, 6×6×6, 7×7×7, 8×8×8 e 9×9×9). Rubik's Brand Ltd. detiene anche i marchi registrati per le parole "Rubik" e "Rubik's" e per le rappresentazioni 2D e 3D del rompicapo. Tuttavia, i costruttori di giocattoli europei hanno comunque il diritto di produrre giocattoli di forma diversa che abbiano simili modi di ruotare o componenti con caratteristiche di movimento analoghe, come ad esempio lo Skewb, il Pyraminx o la Impossiball. Il 10 novembre 2016, il cubo di Rubik ha perso una battaglia legale lunga dieci anni a proposito dei marchi registrati. L'istituzione più importante dell'Unione europea, la Corte di giustizia, ha decretato che la forma del rompicapo non era sufficiente a garantire la sua protezione come marchio registrato. (4 dic - red)
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