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VOTO ESTERO, RICCIARDI:
PRONTI A BARRICATE

VOTO ESTERO, RICCIARDI: <BR> PRONTI A BARRICATE

"La destra vuole ostacolare il voto degli italiani all'estero al prossimo referendum e non da oggi". Così il deputato del Pd, Toni Ricciardi, intervistato da Domani. Il rigerimento è all'ordine del giorno numero 138 a firma Andrea Di Giuseppe, deputato di FdI, presentato alla Camera nel corso della discussione della manovra. Per l'esponente dem esso "impegna il governo a imporre ai cittadini italiani all'estero di votare nelle ambasciate e nei consolati, come si fa per le europee - ha spiegato - la materia elettorale è esclusiva del potere legislativo, perciò del Parlamento. E dunque se a farlo è il governo è un 'vulnus'. Un precedente pericolosissimo. E poi non si puo' mettere mano alle regole del gioco in corsa semplicemente perché si vuole impedire il voto". Inoltre, ha dichiarato che "il vero vulnus è cambiare una legge a ridosso del voto. Perché il governo teme il voto degli italiani all'estero? Perché storicamente non è orientato a destra, per la maggioranza. Dell'ultima tornata elettorale, su dodici parlamentari da eleggere, quattro senatori e otto deputati, ben sette sono del Pd. Ma si capisce: siamo il partito più strutturato e organizzato in giro per il mondo. Dai tempi del Pci. Ma ostacolare il voto estero per ragioni di consenso è tracotanza e autoritarismo. Avverto: faremo le barricate". (3 DIC – gci)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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