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Giorno Ricordo, Gardini (Fdi): Moltiplicare le voci per dare verità a storia troppo a lungo taciuta

Roma, 9 feb - “Moltiplicare le voci, ascoltarle e intrecciarle, perché solo così si dà sostanza a una ricorrenza che per troppo tempo è rimasta silenziosa”. Lo ha detto Elisabetta Gardini, deputata di Fratelli d’Italia, a margine della conferenza stampa tenuta alla Camera alla vigilia del Giorno del Ricordo, appuntamento voluto per anticipare le celebrazioni ufficiali e restituire profondità storica e umana alla memoria dell’esodo giuliano-dalmata e delle foibe attraverso libri, studi e testimonianze. Secondo Gardini, l’iniziativa ha avuto il merito di mettere insieme livelli diversi di racconto. “Da una parte la voce di uno studioso, uno dei massimi esperti, che ha dato una solidità istituzionale e storica al discorso; su questo si sono innestate le voci dei protagonisti”, ha spiegato, ricordando il contributo del professor Davide Rossi e di Viviana Facchinettica, che “ha portato avanti un lavoro iniziato nel 1985, raccogliendo nel corso dei decenni le testimonianze degli esuli in tutto il mondo”. A queste si è aggiunta, ha proseguito la deputata di FdI, la voce narrativa di Federico Guidi, autore di un libro in cui “una nonna racconta al nipote una storia difficile e drammatica: dal particolare, dalla relazione familiare, un ragazzo può arrivare a comprendere la tragedia vissuta da un intero popolo”. Un filo comune, ha sottolineato Gardini, unisce i tre relatori: “Appartengono tutti a questa storia di esilio e hanno dedicato parte della loro vita a superare la sofferenza e a trasformarla in una storia conosciuta” Nel suo intervento, Gardini ha voluto ricordare anche Roberto Menia, primo firmatario della legge che ha istituito il Giorno del Ricordo. “Anche lui porta nella sua famiglia questa storia – ha affermato – ed è il segno di come il lavoro portato avanti da queste persone stia finalmente dando frutti”. Un cambiamento visibile, secondo la deputata, nel clima pubblico e culturale: “Quando ero piccola io era un tabù, non se ne parlava. Oggi restano solo piccole sacche, come le ha definite Federico Guidi, di negazionismo. Questo dimostra che il risultato lo stiamo vedendo”. Tenere vivo il ricordo, ha concluso Gardini, non è solo un dovere commemorativo ma un’esigenza civile. “Dobbiamo conoscere la nostra storia e lenire le tragedie attraverso la verità. Come diceva Giovanni Paolo II, non c’è pace senza giustizia e non c’è giustizia senza verità. Oggi abbiamo raccontato tante piccole verità che, insieme, compongono il puzzle della grande storia”.

(PO / Sis)

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