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UCRAINA, SU DECRETO
IPOTESI FIDUCIA

UCRAINA, SU DECRETO <BR> IPOTESI FIDUCIA

Il decreto aiuti all’Ucraina è arrivato oggi in Aula alla Camera per la discussione generale, ma sul provvedimento aleggia lo spettro della questione di fiducia, in un quadro politico segnato dalle divisioni nella maggioranza e dal recente addio alla Lega del generale Roberto Vannacci, seguito anche da Andrea Sasso e Lorenzo Ziello, tutti contrari al sostegno militare a Kiev. A denunciare apertamente il ricorso alla fiducia è Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. “È l’ennesima fiducia usata dal governo come una forzatura per impedire il confronto parlamentare e per coprire la profonda spaccatura che attraversa la maggioranza”, afferma Bonelli, secondo cui sul decreto Ucraina “non c’è una linea condivisa” e il governo “si regge solo a colpi di fiducia”. Per Avs, l’uso della fiducia “mortifica il Parlamento” ed evita un confronto su scelte che incidono “sul ruolo dell’Italia, sulla pace e sulla sicurezza europea”. Da qui l’appello a fermare i “decreti blindati” e a rilanciare una “forte iniziativa diplomatica europea”.Dalla Lega replica Fabrizio Cecchetti, deputato e componente della commissione Difesa, che respinge le accuse di ambiguità. “La nostra linea è e rimane sempre la stessa: appoggiare con misure concrete l’Ucraina, con la speranza che questo favorisca il raggiungimento della pace”, sottolinea, rivendicando però la scelta di dare “priorità agli aiuti umanitari e al rafforzamento della difesa civile, non alle armi atte a offendere”. Cecchetti parla di “vuoto attacco politico” e ringrazia il presidente Usa Donald Trump “per il suo impegno nella ricerca della pace”. Sul fronte delle opposizioni, il Movimento 5 Stelle ribadisce la contrarietà all’invio di armi. In Aula, il capogruppo M5S in commissione Difesa Arnaldo Lomuti sostiene che “inviare aiuti militari non ha più nessun senso”, richiamando anche precedenti dichiarazioni del ministro Crosetto e dell’ex ministro degli Esteri ucraino Kuleba. Secondo Lomuti, continuare con il sostegno militare significa “prolungare la guerra” e “fare il gioco di Putin”. La proposta è “ribaltare lo schema”, fermare l’invio di armi e puntare su un’iniziativa diplomatica europea diretta. Di segno opposto la posizione di Forza Italia. Per il deputato Pino Bicchielli, il decreto “non è un atto tecnico ma una scelta eminentemente politica” che riguarda il ruolo dell’Italia e dell’Europa. “La pace non significa resa né abbandono di un Paese aggredito”, afferma, sottolineando che sostenere l’Ucraina serve a metterla “nelle condizioni di trattare una pace giusta, fondata sul diritto internazionale”.Il confronto in Aula proseguirà nei prossimi giorni, mentre resta aperta la possibilità che il governo decida di porre la fiducia per superare le fratture interne alla maggioranza e accelerare l’iter del provvedimento.
(Sis)

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