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Pnrr, L’Abbate (M5S): Inserire Carbon Footprint e consumo idrico in valutazione progetti

Roma, 25 feb – “Il rapporto sulle infrastrutture è coerente con gli obiettivi per cui è stato costruito: fotografa percentuali di spesa, coperture finanziarie, progettualità e tempistiche, in particolare quelle legate al PNRR. Ma se viene presentato in Commissione Ambiente, allora dobbiamo fare un passo in più”. Lo ha detto Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle, intervenendo a margine della presentazione del Rapporto sulle infrastrutture strategiche. Secondo L’Abbate, il documento offre una lettura utile dal punto di vista economico-finanziario, ma manca un’analisi strutturata sotto il profilo ambientale. “Sarebbe interessante effettuare un lavoro ulteriore, scegliendo i progetti anche da un altro punto di vista: quali sono a più basso impatto ambientale? Se guardiamo alle ferrovie, alle reti stradali o alle grandi opere infrastrutturali, dobbiamo iniziare a utilizzare strumenti come la carbon footprint per valutare davvero l’efficacia ambientale delle scelte”. La deputata M5S ha posto l’accento anche sul tema delle risorse idriche: “Quali progetti hanno un basso consumo di acqua? Perché la problematica della siccità, che già conosciamo, è destinata ad aumentare. Non possiamo continuare a pianificare senza tenere conto della crisi climatica e della scarsità idrica”. Per L’Abbate, la transizione energetica e ambientale non può limitarsi agli obiettivi dichiarati ma deve entrare nei criteri di selezione e monitoraggio degli investimenti pubblici: “Parliamo spesso dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, ma allora iniziamo davvero a lavorare con quel sistema di indicatori anche nella pianificazione infrastrutturale”. Infine, un passaggio sulla qualificazione delle imprese e dei progettisti, riprendendo un’osservazione emersa durante l’audizione del presidente dell’Anac: “È fondamentale classificare con qualità chi effettua i progetti dal punto di vista economico e tecnico. Oggi abbiamo il PNRR, ma domani non ci sarà più. Gli investimenti saranno pubblici e privati e non possiamo permetterci di sprecare risorse. Servono aziende e progetti che portino davvero avanti il lavoro con competenza e solidità”. Per la deputata pentastellata, dunque, la sfida è integrare ai parametri finanziari una vera metrica ambientale, per evitare che la pianificazione infrastrutturale resti scollegata dagli obiettivi climatici e di sostenibilità dichiarati a livello nazionale ed europeo. (PO / Sis)

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