Roma, 3 mar - “Io non lascerò mai il Donbass e i 200.000 ucraini che lo abitano, perché dovrei farlo? Perché Putin lo impone come condizione per la pace? No, non ci sto, se ci ritiriamo i russi avranno via libera verso il centro del Paese”. Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ribadendo che le roccaforti in quell'area sono vitali per la difesa nazionale. “I russi vogliono il nostro ritiro integrale dal Donbass, gli americani hanno proposto aree demilitarizzate e zone economiche libere ma i russi replicano che deve essere solo dalla nostra parte, è una pura follia” e ribadisce il suo appello all'Europa affinché unisca le forze e investa nelle industrie ucraine perché “non bastano aerei e missili contro i droni iraniani, chi investe da noi avrà in cambio le nostre conoscenze ed esperienze maturate sul campo” e quindi esprime la sua stima per la premier Meloni che definisce “intelligente e dalla parte giusta della storia”. Riguardo all'attacco Usa all'Iran evidenzia poi che “attaccare gli obiettivi militari iraniani penso sia stata una buona decisione, gli iraniani producono un mucchio di armi per la Russia, specie droni e missili, anche se adesso credo non potranno più farlo e forse saranno i russi ad armarli a loro volta” pur ammettendo il timore che gli alleati in Medio Oriente possano ora avere bisogno di quegli stessi missili anti-Patriot necessari a Kiev per difendere i propri cieli. Inoltre sostiene che Putin “è più debole, parla ma non agisce, dimostra di essere un alleato debole degli iraniani come lo è stato per Assad a cui alla fine ha dato solo asilo”. (3 mar - red)
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