“Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”. Lo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato dedicate alla crisi in Medio Oriente, alla tensione nel Golfo e alla crescente minaccia rappresentata dall’Iran. “La crisi attuale è certamente tra le più complesse degli ultimi decenni”, ha spiegato Meloni, “e investe direttamente la sicurezza, l’economia e gli interessi strategici dell’Italia e dell’Europa. Per questo dobbiamo agire con lucidità, responsabilità e spirito di coesione, sottraendo la discussione a banalizzazioni e polarizzazioni politiche che non aiutano nessuno”.L a premier ha chiarito che l’Italia non partecipa all’intervento militare americano e israeliano contro il regime iraniano: “L’Italia non prende parte a queste operazioni, non lo farà e non intende farlo. Abbiamo, al contrario, sempre lavorato per evitare un’escalation, insieme a partner come Oman e Qatar”. Sulla questione delle basi militari, Meloni ha sottolineato: “È importante fare chiarezza: le basi statunitensi in Italia operano sulla base di accordi risalenti al 1954, aggiornati da governi di ogni colore. Al di fuori di accordi bilaterali, ogni eventuale richiesta di utilizzo ricadrebbe sulla competenza del governo, e, in ultima analisi, del Parlamento. Ad oggi non ci è pervenuta alcuna richiesta”.
La presidente del Consiglio ha poi ribadito il ruolo italiano nella regione: “Abbiamo rafforzato la difesa aerea dei Paesi del Golfo, insieme a Regno Unito, Francia e Germania, non solo perché sono partner strategici, ma anche perché in quell’area sono presenti decine di migliaia di nostri cittadini e circa 2.000 soldati italiani. Abbiamo inoltre inviato una nostra unità navale a Cipro, a sostegno di un partner europeo colpito dagli attacchi iraniani: un atto dovuto di solidarietà e prevenzione”. Meloni ha ricordato anche l’impegno italiano in Libano: “Assistiamo nuovamente alla decisione scellerata di Hezbollah di trascinare il popolo libanese in una nuova guerra con Israele. Abbiamo espresso la nostra condanna per le vittime civili, e la nostra solidarietà alle comunità locali scortate in sicurezza dai nostri militari”.
“L’Italia gioca un ruolo centrale nel sostegno internazionale alle Forze Armate libanesi”, ha aggiunto, “e continuerà a farlo con coraggio e determinazione, garantendo la sicurezza dei nostri soldati in UNIFIL e sostenendo gli sforzi per porre fine al ciclo di violenza e promuovere il disarmo di Hezbollah”. La premier ha infine richiamato l’attenzione sulle difficoltà diplomatiche: “Viviamo in un mondo che ci costringe a scegliere tra cattive opzioni. Non possiamo fare finta di nulla davanti a un regime fondamentalista che massacra i propri oppositori, colpisce i Paesi del Golfo e si dota di missili a lungo raggio con testate atomiche. È per questo che l’Italia agisce con prudenza, responsabilità e pieno coordinamento internazionale”.
(Sis)
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