L'andamento del mercato petrolifero nella mattinata di oggi, giovedì 12 marzo, riflette fedelmente il clima di guerra che si respira nel Golfo Persico, con le quotazioni che sono tornate a infiammarsi dopo una brevissima tregua. La notizia degli attacchi alle petroliere nelle acque irachene e dei proiettili che hanno colpito tre navi vicino allo Stretto di Hormuz ha annullato l'effetto calmante delle riserve strategiche, riportando il barile sopra la soglia critica dei 100 dollari. Il Brent, punto di riferimento per il mercato globale, ha registrato un balzo repentino portandosi a quota 100,52 dollari, segnando una variazione positiva del 9% rispetto alla chiusura di ieri. Anche il greggio statunitense, il WTI, ha seguito una traiettoria simile superando i 94 dollari, dopo che nella giornata di ieri era rimasto ancorato intorno agli 87 dollari. Questa nuova ondata di acquisti dimostra come il mercato non creda più alla possibilità di una risoluzione rapida e indolore della crisi, nonostante le dichiarazioni di vittoria di Trump.
La preoccupazione principale degli analisti riguarda la tenuta delle rotte marittime. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita il 20% del greggio mondiale, è ora considerato una zona ad alto rischio operativo. Le minacce arrivate da Teheran nella giornata di ieri, che ipotizzavano un prezzo del petrolio fino a 200 dollari al barile, non vengono più lette come semplice propaganda ma come uno scenario estremo che le banche d'affari iniziano a monitorare con estrema attenzione. L'intervento coordinato dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, che ha autorizzato l'immissione sul mercato di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, è servito solo a tamponare la falla temporaneamente. Gli operatori temono che, se gli attacchi di oggi dovessero trasformarsi in un blocco sistematico delle spedizioni, nessuna riserva di emergenza sarà sufficiente a compensare il deficit di offerta. In questo contesto di incertezza, la volatilità rimane il tratto distintivo delle borse energetiche, con i prezzi pronti a reagire violentemente a ogni nuova esplosione segnalata nell'area del Golfo. (12 MAR – deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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