Roma, 13 mar - “È un fallimento, perché quei siti del Pnrr sono comunque finanziamenti persi”. Così Ilaria Fontana, deputata del Movimento 5 Stelle ed ex sottosegretaria all’Ambiente con delega alle bonifiche, commenta l’esito dell’interpellanza urgente discussa questa mattina al ministero dell’Ambiente sui cosiddetti “siti orfani”, dopo che dal governo è arrivata la conferma che solo circa il 70% degli interventi previsti verrà effettivamente realizzato. Secondo Fontana, dietro la percentuale rivendicata dall’esecutivo resta però “un 30% molto importante di siti che rimarrà fuori dai finanziamenti”. Una quota che, sottolinea la deputata M5S, rischia di lasciare senza interventi numerosi territori: “Il sottosegretario ha parlato del 70% che verrà sistemato, ma si è dimenticato di dire che c’è un 30% di siti che andrà perso. Questo vuol dire tante comunità in cui verrà stralciato il finanziamento e si chiederà alle Regioni di trovare altre risorse, in una specie di cane che si morde la coda”. Fontana rivendica inoltre il lavoro svolto dal Movimento 5 Stelle durante il precedente governo sul tema delle bonifiche dei siti privi di responsabile identificato. “Noi avevamo creato una vera e propria strategia sui siti orfani: avevamo trovato i finanziamenti e soprattutto la definizione. Fino al 2019 questi siti, di fatto, non esistevano nemmeno dal punto di vista normativo: erano aree senza carta d’identità, di cui non si occupava nessuno”.
Per l’ex sottosegretaria si tratta quindi di “un fallimento delle istituzioni e della politica di questa maggioranza, di questo governo che evidentemente ha altre priorità e non la tutela ambientale”. Le bonifiche, insiste, non sono soltanto un intervento ambientale ma anche una misura di tutela della salute: “I siti orfani sono uno strumento di strategia sanitaria, perché bonificare aree inquinate da anni significa risanamento ambientale ma anche aumentare la qualità della vita delle comunità”. La parlamentare pentastellata invita quindi il governo ad assumersi la responsabilità politica delle esclusioni: “Ho consigliato al ministro e al sottosegretario di andare sui territori che sono stati stralciati e dirlo ai cittadini e alle comunità locali: spiegare che, per un errore burocratico, non ce l’abbiamo fatta. Ma dovrebbero essere loro a dirlo”. Fontana ricorda infine l’esperienza maturata quando aveva la delega alle bonifiche al ministero dell’Ambiente. “È un tema complesso, con molte competenze diverse e tanti tipi di intervento. Non abbiamo la bacchetta magica e una bonifica non si fa in due giorni, ma serve programmazione. Noi avevamo costruito una programmazione. Da quattro anni, invece, non si parla più di bonifiche né di una strategia di risanamento ambientale”. E conclude con un’immagine polemica: “Dovranno avere il coraggio di dire ai cittadini: il tuo sito lo dobbiamo cancellare dalla lista. Come quando fai la lista della spesa e togli le uova perché non le compri. È esattamente quello che purtroppo stanno facendo”.
(PO / Sis)
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