Parlando delle ingiuste detenzioni, "secondo me l'iniziativa del ministero della Giustizia, in questo ambito delicato, deve essere estremamente limitata proprio per evitare il sospetto che vi siano interferenze politiche che vulnerino la sacrosanta indipendenza della magistratura. Se fosse per me abolirei il potere di iniziativa disciplinare del ministro attribuendola al solo Procuratore Generale della Cassazione". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervistato dal Sole 24 Ore. "Le ingiuste detenzioni - ha aggiunto - possono essere definite tali solo da magistrati, e non dal ministro. E quando sono dimostrate, non devono necessariamente comportare una punizione, ma piuttosto una valutazione più attenta della idoneità del magistrato a svolgere quelle funzioni. Purtroppo, oggi, anche i pochi magistrati che vengono sanzionati, alla fine vengono sempre promossi con giudizi lusinghieri. E questo perché quello che conta non è la loro professionalità, ma la loro appartenenza correntizia". (15 MAR - gci)
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