È stato uno dei primi studiosi dell’Amazzonia e delle popolazioni indigene, l’autore del primo dizionario portoghese-nheengatu (la lingua dei popoli nativi dell’Amazzonia); Ermanno Stradelli nel 1879, nei primi anni della grande emigrazione italiana in Brasile, parte dall’appennino tosco-emiliano per arrivare nel cuore della foresta tropicale più grande del mondo. Allo studio dell’Amazzonia e delle sue popolazioni Stradelli dedicherà la sua vita fino al 1926, quando morirà in un lebbrosario di Manaus.
Per l’inizio delle celebrazioni del centenario della morte dell’illustre concittadino il Comune di Borgo Val di Taro (Parma) insieme alla Consulta della Regione Emilia Romagna per gli emiliano-romagnoli nel mondo ha voluto organizzare una conferenza con il patrocinio dell’Ambasciata del Brasile in Italia, della Società Geografica Italiana e dell’Università di Parma.
Dopo i saluti del Sindaco Marco Moglia e del Presidente della Consulta regionale Matteo Daffadà, il deputato eletto all’estero del Pd Fabio Porta è intervenuto come Presidente dell’Associazione di Amicizia Italia-Brasile.
“Stradelli non si comporta come un ‘conquistatore’, ma come un esploratore anomalo, potremmo dire già allora profondamente contemporaneo. Attraversa i grandi fiumi dell’Amazzonia con il taccuino del geografo, l’obiettivo del fotografo e la sensibilità dell’antropologo, raccogliendo leggende, vocaboli, tradizioni orali e documentando, con migliaia di fotografie, la vita quotidiana delle popolazioni indigene” ha esordito il deputato eletto in America Meridionale.
“Sono convinto – ha detto in conclusione – che se sapremo ascoltare la voce di Ermanno Stradelli e sapremo raccogliere il suo invito a esplorare il mondo con curiosità, rispetto e responsabilità, potremo costruire insieme una relazione ancora più forte tra Italia e Brasile e contribuire, nel nostro piccolo, a un futuro più giusto per l’Amazzonia e per il pianeta”.
(red Gil)
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