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direttore Paolo Pagliaro

UN PAESE SEMPRE PIU' ANZIANO: 30% DI OVER 65 ENTRO IL 2030

Un Paese sempre più anziano, che si colloca al primo posto tra i più longevi di Europa. In base al più recente report Istat, l’Italia si prepara ad affrontare un vero e proprio “tsunami d’argento” che implica un cambio di paradigma senza precedenti nella gestione della salute pubblica. Con una popolazione dove gli over 65 rappresentano già il 25,1% del totale, che si prevede raggiungerà il 30% entro il 2030, e una spesa per la non autosufficienza che ha superato la soglia critica dei 30 miliardi di euro annui, il sistema attuale non è più sostenibile. Il nuovo Libro Bianco sulla Cronicità e la Non Autosufficienza, curato da Sergio Harari, presidente dell’associazione Peripato e professore di Medicina Interna all’Università di Milano, e Stefano Paleari, presidente Fondazione Anthem e professore di Public Management all’Università di Bergamo, lancia l’allarme sullo squilibrio tra crescente longevità e crisi dei servizi sanitari. “Dai più recenti dati diffusi dall’Istat emerge con chiarezza la realtà strutturale di un Paese sempre più anziano nel confronto europeo, che ha la quota più bassa di giovani e più alta di anziani con 14,8 milioni di over 65 e un’età media di 49 anni, 4 in più rispetto alla media dell’UE - dichiarano Harari e Paleari -. Uno squilibrio, risultato di un processo di lungo periodo, che incide profondamente sulla domanda di servizi sanitari, assistenziali e previdenziali, a cui il documento offre una risposta radicale basata su innovazione digitale e nuovi modelli organizzativi per garantire il diritto alla salute delle generazioni presenti e future”. “Sebbene la speranza di vita in Italia sia tra le più elevate al mondo, attestandosi a quasi 84 anni, quella in ‘buona salute’ si ferma drasticamente a 58 - commenta Silvio Brusaferro, già presidente dell’ISS e oggi ordinario di Igiene e Medicina Preventiva all’Università di Udine -. Questo implica oltre venticinque anni di vita trascorsi convivendo con malattie o disabilità, con un impatto enorme sulla qualità della vita e sulle famiglie. Un gap che genera conseguenze socio-economiche imponenti, alimentato dal fatto che oltre 24 milioni di italiani, ovvero oltre il 40% della popolazione, riferiscono essere oggi affetti da malattie croniche. Parallelamente, il sistema è sorretto da oltre 8,5 milioni di caregiver familiari che prestano assistenza a costo di enormi sacrifici personali e professionali e da oltre 800 mila badanti, con una forte componente di spesa privata pari a 45 miliardi di euro all’anno, che si aggiunge agli oltre 140 miliardi di spesa pubblica sanitaria, di cui appena 1 miliardo è la quota di compartecipazione derivante dal ticket sanitario”. (red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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