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direttore Paolo Pagliaro

LIBANO, IDF COLPISCE
MEZZO ITALIANO

LIBANO, IDF COLPISCE <BR> MEZZO ITALIANO

 “Purtroppo, l'appello lanciato dal presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva per quanto riguarda il Libano. C'è stato il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra. Si parla di 150 aerei impegnati su tutto il Libano. In particolare a Beirut, Sidone e Tiro si contano decine di vittime fra i civili. Una colonna italiana dell'Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata dall'IDF. I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo; per fortuna nessun ferito, ma la colonna è dovuta rientrare. Appena uscito da quest'Aula, chiederò al Ministero degli Esteri di chiedere informazioni immediate all'ambasciatore di Israele in Italia su ciò che è accaduto e che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano”. Ad annunciarlo, in aula alla Camera durante il question time, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aggiunge tra gli applausi della maggioranza: “Per ribadire: i soldati italiani in Libano non si toccano Le Forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani. Insomma, purtroppo, la tregua in Libano non esiste. Siamo profondamente preoccupati per le ripercussioni di tutta la crisi in tutto il contesto regionale, diciamo proprio in Libano, che è il fronte sempre più critico, e resta da vedere se, come auspichiamo fortemente, si possa ricominciare a dialogare; ma mi pare che i segnali che stanno arrivando in queste ore vadano in una direzione negativa. Abbiamo richiesto più volte a Israele di astenersi da reazioni sproporzionate alle inaccettabili azioni di Hezbollah, che hanno trascinato il Paese in un nuovo devastante conflitto. Ripeto: la nostra priorità è la sicurezza degli oltre 1.000 militari italiani impegnati nella missione Unifil e nella missione bilaterale Mibil. Lo abbiamo ribadito con forza a tutte le parti: i caschi blu non devono essere bersaglio di attacchi e di intimidazioni di alcun tipo. Su questo saremo inflessibili” assicura Tajani. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, esprime la “ferma e indignata protesta per quanto accaduto questa mattina nel settore di responsabilità di Unifil in Libano meridionale. Un convoglio logistico del contingente italiano, in movimento da Shama verso Beirut, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento esplosi dalle Idf a circa due chilometri dalla base di partenza. A seguito dell’episodio, la colonna ha immediatamente interrotto il movimento e ha fatto rientro in base. Solo lievi danni ai veicoli, non si registrano feriti, ma fino a quando? È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell’esercito israeliano”. "Sono vicino al contingente italiano Unifil il cui mezzo è stato colpito dall'Idf in Libano. Esprimo ferma condanna per quanto accaduto, con l'auspicio che sia fatta subito chiarezza. Rinnovo il ringraziamento ai militari italiani che operano per la pace e la stabilità in condizioni di grande complessità" afferma il presidente della Camera, Lorenzo Fontana.  “Solidarietà ai militari italiani della missione Unifil coinvolti nell’incidente con l’esercito israeliano. Per fortuna non ci sono stati feriti, ma simili attacchi non sono accettabili, il contingente italiano è lì per svolgere una funzione di peacekeeping. Chiediamo al governo di tutelare l’immagine e la sostanza della missione” dice il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva. (Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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