L’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo parteciperà alla 44esima edizione del Festival Cinematografico Internacional dell’ Uruguay in programma fino al 12 aprile presso la Cinemateca Uruguaya, uno dei principali appuntamenti culturali del Paese, con oltre 200 film e numerose prime continentali. In questo contesto, l’IIC sostiene la presenza italiana con una selezione di opere contemporanee, contribuendo alla diffusione del cinema come strumento di dialogo culturale. "Con il sostegno dell’IIC Montevideo, il Festival presenterà, all’interno del proprio programma, quattro film italiani: Duse di Pietro Marcello, Elisa di Leonardo Di Costanzo, il documentario Waking Hours di Federico Cammarata, e Gioia Mia di Margherita Spampinato", ha spiegato a 9Colonne il direttore dell'IIC Sandro Cappelli. "Per quanto riguarda quest’ultimo titolo, recentemente acquisito da un distributore locale, l’Istituto si occuperà della promozione e della diffusione della sua uscita nelle sale uruguaiane, prevedendo, qualora se ne presentasse l’opportunità, anche l’invito della regista a Montevideo. La collaborazione con la Cinemateca Uruguaya resta un elemento centrale per l’Istituto, che continuerà a organizzare presso la propria sede attività come i cineforum".
“Gli Istituti Italiani di Cultura hanno la missione di promuovere la cultura italiana all’estero, creando e rafforzando legami con le identità e realtà culturali locali”, spiega il direttore Sandro Cappelli. A Montevideo questa funzione si traduce in una rete di collaborazioni con istituzioni come il Teatro Solís, il Teatro Sodre e la Cinemateca Uruguaya, che consente di integrare l’offerta culturale italiana nel panorama locale.
Il lavoro dell’Istituto si sviluppa in un Paese segnato da una presenza storica italiana. “In un Paese come l’Uruguay, con cui l’Italia ha un rapporto profondo viste le numerose migrazioni, questo lavoro si estende naturalmente anche al dialogo con le comunità di origine italiana”, sottolinea Cappelli, ricordando il ruolo di Associazioni e istituzioni scolastiche nel mantenere vivo il legame culturale con l’Italia. Allo stesso tempo, l’IIC si presenta come uno spazio autonomo e aperto alla città, capace di proporre attività che vanno dai club di lettura ai laboratori, fino alle proiezioni cinematografiche e ai corsi di lingua. "L’obiettivo è quello di raccontare un’Italia che vada oltre l’immagine più tradizionale e consolidata, aprendo lo sguardo a prospettive contemporanee". Una delle priorità è il coinvolgimento delle nuove generazioni. “Il nostro calendario propone diverse attività ideate proprio per avvicinare i giovani”, afferma Cappelli. In questo ambito rientrano le collaborazioni con istituti di formazione artistica e i laboratori rivolti alle scuole, oltre all’ “uso” di linguaggi come musica e cinema per ampliare il pubblico.
L’azione culturale si collega anche alla promozione del Sistema Italia. “L’Istituto Italiano di Cultura rappresenta il Paese in qualità di Ufficio culturale dell’Ambasciata d’Italia in Uruguay, con cui mantiene un dialogo costante”, spiega il direttore. "Particolare rilievo assume anche il sostegno alle industrie culturali e creative, considerate un ambito sempre più significativo di sviluppo e collaborazione internazionale. In questo senso, l’Istituto contribuisce alla realizzazione di eventi in occasioni del Salone del Libro di Montevideo e Ventana Sur, mostra mercato dedicata all’audiovisivo". Le attività si intrecciano così con iniziative dedicate al design, al Made in Italy, alla scienza e allo sport, creando occasioni di incontro tra cultura, innovazione e impresa. "In questo intreccio tra collaborazione e autonomia, tradizione e contemporaneità, l’Istituto si configura come un punto di riferimento per chi desidera avvicinarsi alla cultura italiana in modo vivo, attuale e partecipato", conclude Cappelli.
(BIG ITALY Fel)
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