Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

CRANS-MONTANA, PADRE
FERITO: ALTRO SCHIAFFO

CRANS-MONTANA, PADRE <BR> FERITO: ALTRO SCHIAFFO

“Quando ho aperto la mail ho pensato: meglio tardi che mai, finalmente la cartella clinica di Manfredi è arrivata, invece c'era un conto da quasi 67 mila franchi” e “quella mail mi ha proprio dato fastidio, non c'era nemmeno una lettera di accompagnamento, nemmeno per un caso così, ho avuto la bruttissima sensazione che abbiano caricato costi enormi per poi richiederli all'Italia”. Lo afferma Umberto Marcucci, padre di uno dei giovani ustionati nel rogo del Constellation a Crans-Montana, in una intervista a Repubblica. L’uomo spiega che si è trattato di “uno shock, ho pensato, oltre al danno, la beffa, mi sono visto arrivare questa cifra assolutamente sproporzionata rispetto a quello che è stato fatto a Manfredi” sottolineando che il figlio “ha trascorso meno di quindici ore in quell'ospedale e quando è arrivato al Niguarda ad aspettarlo c'era il dottor Prize che invece di partire per le vacanze è rimasto in ospedale per tre mesi a operare i nostri figli”. Marcucci ricostruisce i momenti drammatici dei soccorsi precisando di aver portato lui stesso il ragazzo a Sion “perché non c'erano ambulanze” e che in quella struttura “nonostante sia la capitale del Vallese, quell'ospedale non era attrezzato per casi così, l'hanno stabilizzato, poi hanno aspettato che venisse trasferito”. Marcucci sottolinea che la posizione delle famiglie dei ragazzi vittime è di netta indignazione perché “lo Stato dovrebbe chiedere il conto alla Svizzera per essersi fatto carico, con il suo servizio sanitario nazionale, di curare i feriti” e contesta le rassicurazioni giunte dalle autorità del Cantone: “Il presidente Mathias Reynard ha parlato di fatture inviate per errore e di un link per restituirle, ma peccato che nessuno di noi abbia ricevuto quel fantomatico link e che dei 50 mila franchi deliberati dal Parlamento per i risarcimenti non si sappia ancora nulla”. Sulle condizioni del figlio, il padre riferisce che “dopo quattro mesi di ricovero e otto interventi è finalmente tornato a scuola e non gli sembra vero, purtroppo non può riprendere la sua vita pienamente ma è forte e ha voglia di vivere”. Sul fronte giudiziario, il quotidiano riporta anche le parole del sindaco di Crans-Montana, Nicolas Feraud, il quale ha affermato: “Chiedo perdono alle famiglie, mi assumo la responsabilità morale con grande forza ma non credo di aver commesso alcun errore”, aggiungendo di aver saputo solo a gennaio che “le ispezioni non erano state effettuate al Constellation e che c'erano irregolarità”. (21 apr - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero