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La cittadinanza agli stranieri che collaborano con la giustizia

La cittadinanza agli stranieri  che collaborano con la giustizia

di Piero Innocenti

Traendo spunto da alcune osservazioni fatte di recente dal procuratore della Repubblica di Prato Luca Tescaroli che sostiene l’importanza di estendere i programmi riservati ai collaboratori di giustizia anche ai cittadini stranieri, nei giorni scorsi è stata presentata in Parlamento la proposta di legge a firma di tre esponenti del PD  -  Walter Veltroni, Federico Gianassi, Enza Rando - per concedere la cittadinanza italiana agli stranieri che denuncino violenze in contesti in cui è presente la criminalità organizzata.
Si tratta, naturalmente, di valutare l’attendibilità delle denunce ma queste persone non vanno lasciate sole. Integrarle con la cittadinanza  sarebbe un segnale di grande civiltà, considerata anche la capacità di forte infiltrazione della criminalità straniera. Che a Prato è soprattutto cinese. Occorre ricordare che la Cina è stata la maggiore economia del mondo per gran parte della storia scritta, con il più alto reddito pro-capite fino al XVI secolo e cioè fino a quando non fu scoperta l’America. Ed  è stata la più sviluppata economia del mondo fino al 1850, ossia fino ad alcuni anni dopo la prima guerra dell’oppio, quando fu superata dall’Inghilterra. La crescita economica cinese di oggi può essere vista, dunque, non come un fatto eccezionale ma come il ripristino di un equilibrio millenario di forza produttiva: la Cina è destinata ad avere un ruolo geopolitico sempre più rilevante. E’ congenita - in questo quadro – anche la crescita della criminalità  organizzata che ha nelle Triadi sparse per il mondo la massima espressione.
Una maggiore, doverosa attenzione per i molti cinesi che si trovano in Italia ( oltre 280mila) e, più in generale, per gli stranieri che da noi lavorano, era stata già prevista nel 1998 con il testo unico sull’immigrazione  che all’articolo 18 prevedeva il rilascio di un permesso di soggiorno di protezione sociale  -da parte del Questore anche su proposta del Procuratore della Repubblica- per gli immigrati vittime di violenza o grave sfruttamento.  L’obiettivo era quello di sottrarli alla criminalità e favorirne l’integrazione, anche senza denuncia formale. L’approvazione di una legge che premi con la cittadinanza la collaborazione con la giustizia  sarebbe ora un passo avanti per quel processo di integrazione degli stranieri di cui si parla da tempo.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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