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FLOTILLA: ISRAELE BLOCCA
22 BARCHE, 400 ATTIVISTI FERMATI

FLOTILLA: ISRAELE BLOCCA <BR> 22 BARCHE, 400 ATTIVISTI FERMATI

Sarebbero 22 le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla intercettate la scorsa notte da motoscafi israeliani in acque internazionali, a 70 miglia dalle coste di Creta, con circa 400 attivisti fermati. Lo denuncia su Instagram la stessa organizzazione invitando a "combattere contro la pirateria israeliana nel Mediterraneo" e sostenendo che imbarcazioni israeliane "hanno illegalmente circondato la Flotilla in acque internazionali e minacciato rapimenti e violenze". Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli organizzatori e confermate parzialmente dai dati di tracciamento satellitare, almeno 22 delle 58 unità che componevano il convoglio umanitario diretto a Gaza sono state bloccate. Le testimonianze caricate sul web parlano di momenti di estrema tensione. La Global Sumud Flotilla sostiene durante l’abbordaggio sono stati puntati laser e armi d'assalto semiautomatiche contro gli attivisti disarmati ordinando loro di spostarsi a prua e mettersi in ginocchio. Quindi le comunicazioni delle imbarcazioni sono state interrotte ed è stato lanciato un SOS. Sono circa cinquanta gli italiani distribuiti sulle varie unità della flotta, tra cui spicca l'attivista marchigiano Vittorio Sergi. Quest'ultimo, parlando dal timone di una delle barche battenti bandiera italiana, ha ribadito la natura non violenta della protesta, originariamente nata per denunciare il transito della nave cargo "Zim Emeralda" carica di armi e per forzare il blocco navale portando aiuti essenziali a Gaza. La Farnesina, attraverso una nota ufficiale, ha reso noto che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha immediatamente incaricato l'Unità di Crisi e le rappresentanze diplomatiche di Tel Aviv e Atene di fare chiarezza sulla dinamica dell'intervento. Roma chiede garanzie assolute per l'incolumità dei propri cittadini e chiarimenti sull'esecuzione di un'operazione militare avvenuta così distante dalle coste mediorientali, in una zona di mare sotto la giurisdizione europea. Dal canto suo, Tel Aviv mantiene una posizione di fermezza totale. Sebbene non sia giunta una risposta formale alle richieste italiane e greche, il ministero degli Esteri israeliano ha diffuso video e comunicati volti a screditare la missione. Secondo le autorità dello Stato ebraico, il carico delle navi non sarebbe composto esclusivamente da materiale umanitario, ma includerebbe droghe e altri articoli non conformi, etichettando l'intera iniziativa come un'operazione mediatica provocatoria. Un funzionario israeliano citato dai media locali ha giustificato l'intercettazione a grande distanza come una necessità tattica dovuta all'elevato numero di imbarcazioni, che avrebbe reso ingestibile un intervento più ridosso delle zone di conflitto.  (30 apr – red)

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