“Per noi resta fondamentale una cosa - e lo dico con grande chiarezza - che si tratta di una tragedia enorme con famiglie che hanno perso cari e altre con feriti gravi. Ora stiamo aiutando eccezioni al regolamento sui rimborsi: c'è una clausola che permette deroghe, se i Paesi saranno d'accordo”. Lo afferma, in una intervista al Messaggero, il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin, il quale sottolinea, in merito al caso delle fatture inviate dagli ospedali elvetici alle famiglie dei sopravvissuti ricoverati di Crans-Montana, che “erano delle copie. È stato un errore. Ribadisco quanto detto alla presidente Meloni: nessuna fattura sarà inviata alle persone ferite, i parenti non avranno nulla da pagare. Quelle che sono state inviate erano delle semplici copie, perché la legge svizzera obbliga le assicurazioni a trasmettere i documenti per permettere alle persone di verificare se sono corrette o meno. Ora però questa pratica è stata interrotta e non si ripeterà”. In merito ai futuri sviluppi, Parmelin chiarisce che “saranno le assicurazioni sulle malattie a coprire i costi e, se non sarà sufficiente, interverrà la legge svizzera sull'aiuto alle vittime in caso di eventi gravi, che coprirà la differenza. È importante chiarire che si tratta di un sistema tra assicurazioni e tra Stati, che funziona in entrambi i sensi ed è basato su una direttiva europea applicata da tutti i Paesi. Posso dire che forse ci sono state alcune "goffaggini". Ma ricordo che si tratta di un regolamento che applichiamo da anni, imposto dall'Unione europea e seguito da tutti i Paesi. Detto questo, siamo pronti a dimostrare apertura e a trovare una soluzione se tutte le parti saranno d'accordo. Al momento non dispongo di tutti i dettagli sugli altri Stati, ma sistemi come quelli di Francia, Belgio e Italia hanno sempre funzionato così sulle spese sanitarie. Oggi però questo meccanismo sembra essere un problema per l'Italia, ed è ciò che abbiamo discusso con la presidente Meloni. Esiste una clausola che consente eccezioni, se gli Stati sono d'accordo. È questa possibilità che il Consiglio federale intende esaminare”. Il presidente svizzero conclude precisando quali aiuti siano previsti per le vittime: “La Svizzera ha già stanziato un aiuto d'emergenza per le vittime, insieme alla Confederazione e al Canton Vallese. Seguiremo questo dossier per molti anni. Con la tavola rotonda che stiamo istituendo vogliamo offrire soluzioni extragiudiziali alle famiglie, per evitare i lunghi tempi della giustizia. Le vittime hanno bisogno di sicurezza ora, nei prossimi mesi e negli anni a venire. La tavola rotonda sarà quindi il luogo in cui trovare soluzioni, anche per gli aspetti non coperti dalla legge, come i risarcimenti a lungo termine o i costi legali. Intanto la Confederazione ha già trasmesso il proprio progetto di legge al Parlamento”. (6 mag - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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