Il conflitto tra Stati Uniti e Iran entra in una stretta decisiva, con un vero e proprio ultimatum che da Washington viene messo sul tavolo in attesa di una risposta di Teheran entro la serata del 10 maggio. L’accordo in 14 punti costruito con la mediazione di Qatar e Pakistan - viene presentata come l’ultima finestra negoziale prima di un possibile ritorno all’escalation militare. “O firmano subito o il bombardamento riprenderà con un'intensità mai vista prima”, ha dichiarato Trump, ridimensionando nel contempo i recenti attacchi nel Golfo come un “buffetto”. La risposta iraniana è arrivata attraverso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che ha respinto con nettezza l’impianto della proposta americana, giudicandone irricevibili le condizioni. Nel mirino di Teheran lo smantellamento del programma nucleare e lo stop ai test missilistici, definiti “richieste eccessive e irragionevoli”. Il ministro ha accusato Washington di sabotare sistematicamente il percorso negoziale: “Ogni volta che una soluzione diplomatica è sul tavolo, gli Stati Uniti scelgono l'avventura militare spericolata", ha denunciato Araghchi, ribadendo che l'Iran non intende piegarsi a "tattiche di pressione brutale". (10 mag – sem)
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