Sul piano del diritto internazionale e delle istituzioni multilaterali, l'Ucraina continua a perseguire una strategia di delegittimazione sistematica della Federazione Russa. Il rappresentante permanente dell'Ucraina presso le Nazioni Unite, Andriy Melnyk, ha esortato gli Stati membri dell'ONU a trovare un meccanismo politico e giuridico per privare la Russia dello status di membro permanente del Consiglio di Sicurezza a causa dell'aggressione contro l'Ucraina e dei crimini sistematici contro la popolazione civile. L'iniziativa, pur scontrandosi con l'assenza di procedure formali di espulsione all'interno dello Statuto delle Nazioni Unite e con il potere di veto della stessa Mosca, serve a Kiev per evidenziare l'anacronismo di un'architettura di sicurezza globale nata nel secondo dopoguerra.
La sede scelta per rilanciare questa offensiva diplomatica è stata l'aula del Consiglio di Sicurezza. Melnyk ha rilasciato questa dichiarazione martedì durante il dibattito pubblico del Consiglio di Sicurezza sulla protezione dei civili nei conflitti armati. Nelle dinamiche delle Nazioni Unite, i dibattiti pubblici offrono ai paesi non membri del Consiglio la tribuna ideale per mobilitare l'opinione pubblica globale e fare pressione sulle potenze neutrali o non allineate. Secondo Melnyk, tra tutte le guerre e i conflitti del mondo, l'aggressione russa contro l'Ucraina “si distingue per la crudeltà e la sistematicità della violenza perpetrata contro la popolazione civile”.
I dati presentati dalla delegazione ucraina riflettono un drammatico peggioramento delle condizioni di sicurezza per i non combattenti nel corso degli ultimi mesi. Il diplomatico ha osservato che, secondo la Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina, da gennaio ad aprile 2026 il numero di vittime civili è aumentato del 21% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e del 93% rispetto al 2024. Questa progressione geometrica dei decessi e dei ferimenti tra la popolazione civile viene imputata da Kiev all'impiego massiccio e indiscriminato di bombe guidate a lungo raggio e droni d'attacco sui centri urbani. “I primi quattro mesi di quest'anno sono stati il periodo più letale di sempre per i civili ucraini”, ha affermato il diplomatico, traducendo i numeri in un severo atto d'accusa politico contro l'inerzia delle istituzioni internazionali.
Nelle ultime ore, la tensione in seno al Consiglio di Sicurezza è rimasta altissima. Il rappresentante permanente della Russia, Vasily Nebenzya, ha duramente accusato Kiev di pianificare attacchi contro il territorio russo utilizzando droni lanciati dai paesi baltici, avvertendo che l'appartenenza alla NATO non proteggerà queste nazioni da eventuali ritorsioni. Pronta ed estremamente netta la replica di Andrii Melnyk, che ha rispedito al mittente le accuse definendole favole e ricordando che gli attacchi ucraini colpiscono esclusivamente obiettivi militari in piena conformità con il diritto internazionale. “Smettetela di lamentarvi delle sofferenze dei poveri russi. Quella a cui la Russia sta assistendo è il boomerang di una guerra lanciata da Putin contro l'Ucraina e che ora torna indietro con tripla forza”, ha dichiarato il rappresentante ucraino oggi a New York, siglando l'ennesimo scontro frontale in una comunità internazionale sempre più polarizzata e priva di canali di mediazione efficaci. (21 MAG – deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione