"Il modello ha funzionato ed è doveroso che ci siano dei correttivi. Abbiamo avuto la prima esperienza dopo 25 anni di Tolc e sono molto contenta di dire che quello che mi stanno suggerendo gli studenti è esattamente ciò di cui penso abbia bisogno il nostro secondo semestre filtro. Una maggiore opportunità per gli studenti di lavorare durante il semestre anche con le piattaforme di simulazione, che noi siamo riusciti a fare solo in parte e troppo poco l'anno scorso. E la possibilità di collegare la scuola superiore e il mondo della medicina – non solamente dei professori universitari di medicina – con la definizione dei programmi e delle domande dei test". Lo ha detto la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, a margine della conferenza in cui era ospite alla 21esima edizione del Festival dell'Economia di Trento. La ministra è intervenuta anche sul tema dei fondi dedicati al diritto allo studio e agli studentati: "Non siamo stati noi a scegliere il 70% di gestori privati, è stato il mercato a sceglierlo, perché noi abbiamo aperto a tutti. Noi abbiamo fatto un roadshow in tutte le università italiane, tutte. Il commissario straordinario Manuela Manenti ha girato per l'Italia, in tutte le università italiane, cercando di spiegare come si poteva applicare per costruire entro il 2026. La vera preoccupazione del pubblico – noi abbiamo fatto anche un accordo con l'Anci di Gaetano Manfredi, con i comuni, e alcuni comuni hanno applicato – la loro vera preoccupazione era non riuscire a farcela entro il 2026. I privati hanno evidentemente una gestione più agile e quindi, e soprattutto, non hanno le preoccupazioni di un operatore pubblico che, dovendo firmare un impegno di carattere pubblico, ha anche una responsabilità. Il fatto di aver ampliato al 2027 aiuta molto a fare delle applicazioni future pubbliche. E su questo devo dire io credo molto, perché stiamo continuando a lavorare con Anci e loro ci dimostrano di aver capito e di essere disponibili". (cep)
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