“Basta con la narrazione della città che muore, della città che affonda: è una narrazione sbagliata, che fa male a Venezia. Bisogna valorizzarne la grande contemporaneità — perché c'è, è nei fatti — e dirlo, e farlo. Tutto questo è funzionale anche ad attrarre nuovi investimenti: se racconti una città che cresce e che è contemporanea, gli investimenti arrivano”. Lo afferma il neosindaco di Venezia, Simone Venturini, in una intervista a Il Riformista in merito al suo successo elettorale ottenuto al primo turno. Secondo me ha pagato un vero atteggiamento programmatico, una coalizione coesa e soprattutto una figura di candidato conosciuta, sostanzialmente sovrapponibile alla città: ero in aderenza alla città, l'ho vissuta, c'ero. E questo sì, ha pagato” commenta. “C'è un trend ormai consolidato per cui la lista del sindaco traina in tutte le elezioni. Nel mio caso probabilmente c'è stato anche un fattore di gente che altrimenti non sarebbe andata a votare i partiti e che ha scelto di votare la figura di un candidato più civico. È proprio questo lo scopo delle candidature civiche: intercettare voti che non sono organici a un partito. A livello comunale la gente vota la persona più che l'idea, e la lista civica diventa lo strumento per registrare un apprezzamento alla proposta del candidato”. In merito alla composizione della sua maggioranza, aperta alle forze centriste, Venturini sottolinea: “È il segnale di un centrodestra che si apre al centro. Un modello che secondo me ha prospettive anche a livello nazionale. Nelle grandi città a maggior ragione bisogna allargare il perimetro della coalizione, andando a pescare in aree che altrimenti non sarebbero presidiate — voti che finirebbero nell'astensione o si disperderebbero in altri rivoli. La coalizione si sposta e si allarga. E proprio perché si allarga, potrebbe non aver più bisogno di tenere dentro ali troppo a destra. Peraltro stanno già uscendo autonomamente per confluire in un movimento vannacciano: paradossalmente si sta creando da sé l'opportunità di fare questa operazione di allargamento al centro”. Sulla passata amministrazione guidata da Luigi Brugnaro il sindaco dichiara: “È una figura non politica nel senso classico, viene dall'impresa. Ha risanato il bilancio del Comune in un momento di grande crisi, ha salvato sostanzialmente le finanze di Venezia e ha avviato la città verso una stagione di crescita. Io parlo sempre di evoluzione. Terrò fermi i principi di buon governo che hanno contraddistinto gli anni precedenti — in particolare sul bilancio, sugli investimenti, sulla riqualificazione urbana — ma interpreterò altri temi con la mia sensibilità. Io cerco sempre di tenere un buon rapporto con tutti. Il dialogo ci sarà. L'importante è che sia un dialogo serio e non pretestuoso, perché su questo, va detto, la sinistra veneziana non ha sempre brillato per positività delle proposte”. Passando alle priorità amministrative e allo sviluppo industriale, Venturini evidenzia i principali dossier: “Ce ne sono almeno tre urgenti. Il rifinanziamento della legge speciale e un suo aggiornamento. La salvaguardia di Venezia, con la manutenzione del MOSE. E la portualità: bisogna sbloccare tutti i temi legati allo scavo dei canali portuali per restituire competitività al porto di Venezia. La reindustrializzazione di Marghera è uno dei principali obiettivi che mi sono posto, anche approfittando di questa fase di reshoring di alcune produzioni — prima fra tutta quella farmaceutica — che consentirebbe di attrarre nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro. L'Italia non può fare a meno della sua industria, e in questa fase di reshoring Venezia si presta”. (28 mag - red)
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