Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha ancora annunciato il raggiungimento di un accordo, mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth ha dichiarato che Washington è “più che capace” di riprendere la guerra in Iran. Il segretario alla Difesa statunitense, che ha parlato nel corso del vertice sulla sicurezza allo Shangri-La Dialogue di Singapore, ha ribadito le convinzioni che portate avanti negli scorsi mesi dalla Casa Bianca. "Abbiamo ancora obblighi globali per garantire che l'Iran non si doti di un'arma nucleare”, ha detto Hegseth, che ha inoltre sottolineato: “Allo stato attuale qualsiasi accordo sarà un buon accordo" e Trump “non accetterebbe nient’altro” al di fuori di questo. Le sue parole arrivano in seguito una Situation Room di circa due ore che si è conclusa senza alcun annuncio ufficiale da parte del tycoon, che aveva convocato l’incontro con l’intenzione di “prendere una decisione definitiva” in merito ai prossimi passi da compiere con la Repubblica islamica.
Le posizioni dell’amministrazione statunitense rimangono perciò le stesse: apertura dello Stretto di Hormuz in sicurezza, senza l’inserimento di pedaggi di ogni tipo, e la rinuncia da parte di Teheran a qualsiasi arma nucleare. Nessuna apparente apertura, quindi, nei confronti dell’Iran che, da parte sua, ha fatto sapere che sono in corso degli scambi di messaggi, ma “non è stato raggiunto nessun accordo definitivo”: queste le parole pronunciate alla televisione di Stato iraniana dal portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica islamica. (30 MAG-sio)





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