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Perù, i cani “nudi” accompagnavano i morti nell’aldilà?

Una nuova ricerca fa luce sul legame tra gli animali e le popolazioni andine


Rugosi, glabri e dall’aspetto inconfondibile, oggi sono considerati uno dei simboli nazionali del Perù. Ma il legame tra il cane nudo peruviano e le popolazioni andine potrebbe essere molto più antico di quanto si pensasse. Una ricerca pubblicata sul Journal of Anthropological Archaeology e rilanciata da National Geographic suggerisce infatti che questi animali vivessero accanto agli Huari, il primo grande impero delle Ande, e che potessero perfino svolgere un ruolo spirituale nei rituali funerari. La scoperta arriva dal sito archeologico di El Castillo de Huarmey, sulla costa settentrionale del Perù, circa 290 chilometri a nord di Lima. Durante gli scavi condotti da una squadra internazionale di archeologi polacchi, peruviani e statunitensi sono emersi oltre 340 resti ossei appartenenti ad almeno venti cani. Tra questi, tre esemplari sono stati identificati come antichi cani nudi peruviani, la prima attestazione della razza in un contesto huari. Gli Huari dominarono gran parte dell’attuale Perù tra il 600 e il 1050 d.C., diversi secoli prima dell’ascesa degli Inca. Di loro restano poche testimonianze dirette: non hanno lasciato documenti scritti e molte delle loro infrastrutture furono successivamente inglobate dall’espansione incaica. Proprio per questo ogni nuova scoperta contribuisce a illuminare aspetti ancora poco conosciuti della loro società. Tra i reperti più significativi figurano un cucciolo sepolto accanto a un custode del mausoleo, un cane adulto deposto vicino a un adolescente e il cranio di un piccolo cane dipinto con cinabro, prezioso pigmento rosso frequentemente associato ai rituali funerari dell’antico Perù. Gli archeologi hanno inoltre rinvenuto un esemplare mummificato in eccezionale stato di conservazione, tanto da rendere ancora visibile la caratteristica pelle glabra. Secondo la responsabile dello studio, l’archeologa Weronika Tomczyk della Dartmouth University, la presenza dei cani in contesti funerari suggerisce un rapporto stretto con gli esseri umani. L’ipotesi più affascinante è che questi animali fossero considerati psicopompi, figure incaricate di accompagnare le anime dei defunti nell’aldilà. Un ruolo che trova paralleli in altre culture precolombiane. Nella tradizione mesoamericana, ad esempio, il cane nudo messicano Xoloitzcuintle era ritenuto una guida spirituale per i morti. Anche presso i Moche, civiltà fiorita sulla costa nord del Perù prima degli Huari, alcune raffigurazioni e sepolture suggeriscono una funzione rituale simile. Le analisi isotopiche condotte sui resti hanno inoltre mostrato che questi cani seguivano una dieta molto vicina a quella delle persone, basata soprattutto sul mais. Un dato che rafforza l’idea di una convivenza stretta e privilegiata. A differenza di altri animali allevati per il sacrificio o l’alimentazione, come lama e porcellini d’India, i cani sembrano aver occupato una posizione speciale nella società.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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