di Paolo Pagliaro
Il Quirinale ha chiesto ai cittadini che cosa significa la parola Repubblica a 80 anni dalla nascita e le risposte stanno arrivando numerose. Sono video di pochi secondi realizzati con i cellulari e inviati a un apposito sito internet che diventa, nelle intenzioni del Quirinale, un archivio vivente di pensieri e riflessioni.
Alla domanda che cos’è la repubblica per te? stanno rispondendo star dello sport e dello spettacolo, volti noti, ma soprattutto migliaia di persone comuni e tra loro molti italiani di seconda generazione, fra tutti forse i più motivati. C’è chi dice che la Repubblica nata il 2 giugno del ‘46 è la vittoria del diritto sul favore, chi la definisce la ricchezza che non potremmo mai permetterci da soli, chi ricorda che quello fu il giorno in cui gli uomini e le donne fecero pace, esercitando entrambi il diritto di voto.
Ci sono anche risposte meno incoraggianti, come quella di chi definisce la Repubblica “una colossale incompiuta” e chiama in causa le responsabilità delle classi dirigenti.
Celebrano la nascita della Repubblica senza compiacenza anche gli studiosi chiamati a collaborare al numero speciale che la rivista Micromega dedica all’anniversario. La prima sezione ricostruisce il contesto storico di quella doppia svolta – la fine della monarchia e il primo voto femminile - , la seconda misura la distanza tra le ambizioni originarie e la storia effettiva. Ed è una storia che non si può scrivere senza ricordare Aldo Moro, Giovanni Falcone e gli altri - molti - che in questi anni ne hanno condiviso la sorte.





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