Roma, 3 giu – “Dopo dieci anni di destrutturazione delle politiche migratorie da parte del centrosinistra, il cambio di paradigma portato avanti dal governo Meloni ha prodotto risultati concreti e ha fatto cambiare idea anche all’Europa, che oggi segue la linea italiana”. Lo ha detto Sara Kelany, responsabile Immigrazione di Fratelli d’Italia, a margine di una conferenza stampa alla Camera dedicata ai risultati delle politiche migratorie dell’esecutivo. Kelany ha rivendicato i numeri illustrati dal partito, parlando di “risultati molto confortanti” sul fronte della riduzione degli sbarchi e dell’aumento dei rimpatri. Secondo i dati diffusi da FdI, nei primi cinque mesi del 2026 gli sbarchi sono diminuiti del 43% rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre tra il 2024 e il 2025 gli arrivi irregolari hanno registrato un calo del 57% rispetto al 2023 e del 36% rispetto al 2022. Parallelamente, il governo sottolinea un incremento dei rimpatri: +50% nel 2025 rispetto al 2022, con 2.967 rimpatri effettuati tra gennaio e aprile 2026. Al centro della conferenza anche il dossier Albania. Kelany ha sostenuto che la situazione dei centri “si è già sbloccata”, spiegando che, dopo le difficoltà legate all’utilizzo originario delle strutture come hub per le procedure accelerate di frontiera, il governo ne ha previsto l’inserimento nella rete ordinaria dei Cpr. “Sono già utilizzati come Cpr ordinari”, ha detto.
La deputata di FdI ha poi collegato il progetto italo-albanese all’evoluzione della normativa europea. “Con l’entrata in vigore del Patto europeo su migrazione e asilo e del regolamento rimpatri, che prevede i return hubs proprio sulla falsariga dei centri in Albania, confidiamo di poter attivare prontamente queste strutture in tutte le loro declinazioni”, ha spiegato. Kelany sottolinea che anche la lista europea dei Paesi sicuri conferma l’impostazione italiana, includendo Stati come Egitto e Bangladesh già individuati dal governo come sicuri. Nel materiale distribuito durante la conferenza, Fratelli d’Italia ha inoltre evidenziato che “l’80% dei migranti trasferiti nel Cpr in Albania ha gravi precedenti penali o di polizia”, citando reati che vanno dalla violenza sessuale al traffico di droga, dalle rapine al tentato omicidio. Il partito sostiene che il modello dei centri fuori dai confini europei sia “compatibile con il diritto dell’Ue” e rappresenti uno strumento per “contrastare l’immigrazione illegale aprendo centri per gestire accoglienza e rimpatri fuori dai confini europei”. Kelany ha infine rivendicato la linea dell’esecutivo: “Ci aspettiamo di fare ancora molto di più, ma la strada intrapresa è quella giusta”.
(PO / Sis)
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