Con 88 sì, 59 no e 0 astenuti l’aula del Senato ha approvato la richiesta di sospensiva avanzata dalla maggioranza sul provvedimento sul fine vita, al fine del ritorno in Commissione. Un voto, nel giorno in cui approdava in aula il ddl a firma del senatore dem Alfredo Bazoli, che dà seguito all’iniziativa politica stimolata da Forza Italia per un ulteriore approfondimento. ‘Sospensiva’, però, che certo non fa rima con ‘tregua’, visto il clima teso con le opposizioni, che parlano del rinvio in commissione come prodromico all’affossamento definitivo della legge sul fine vita. In apertura di seduta, il presidente della X Commissione Francesco Zaffini ha ripercorso le ultime tappe nelle Commissioni riunite II e X (Giustizia e Affari sociali), ricordando che lo scorso 26 maggio, in avvio della seduta delle Commissioni riunite, prima che si passasse alla fase di votazione degli emendamenti, il presidente del Gruppo Forza Italia, Stefania Craxi, ha chiesto la riapertura del termine per la presentazione di proposte emendative al testo unificato, “allo scopo espresso e dichiarato di favorire un'ampia convergenza sul provvedimento”, richiesta che ha portato al differimento del termine per la presentazione degli emendamenti alle 12 del prossimo martedì 9 giugno, e allo svolgimento odierno delle audizioni del Consiglio nazionale delle ricerche e dell'Istituto superiore di sanità sulla questione della reperibilità di idonei dispositivi per l'auto-somministrazione della sostanza letale. “Tale questione – ha spiegato Zaffini - è connessa al tema dell'eventuale coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale nella morte volontaria medicalmente assistita”, questione tra quelle maggiormente divisive. Prendendo la parola in aula, il capogruppo di Fdi Lucio Malan ha avanzato la richiesta di sospensiva. “Voglio escluderlo con tutta la solennità del caso: la scelta di tornare in Commissione non è una strategia dilatoria. Saremo i primi a denunciarlo se lo fosse. E' al contrario la condizione necessaria per arrivare a un testo che tenga dentro a tutto e tutti e che parli a tutto il Paese. Per questo. onorevoli colleghi, mi appello a voi: mettiamo da parte le convenienze, le bandiere, le contrapposizioni, dimostriamoci all'altezza della sensibilità, della delicatezza della materia" così la capogruppo Fi Stefania Craxi, intervenendo in aula. “Non ci si può voltare per l’ennesima volta dall’altra parte dinanzi a un tema così delicato, perché oggi abbiamo l’ultima occasione per fare una scelta di coscienza” ha detto in aula il senatore Alfredo Bazoli, vicepresidente del Gruppo Pd di Palazzo Madama, che ha aggiunto: “Da 8 anni la Corte costituzionale chiede al Parlamento di intervenire sulla morte volontaria medicalmente assistita e dall’inizio della legislatura il Pd s’è impegnato in una discussione alla luce del sole per trovare una via condivisa e dare al Paese una legge seria, ragionevole e giusta, per accompagnare molte persone che soffrono irrimediabilmente a una morte dignitosa”. “La mia proposta di legge - ha proseguito il parlamentare dem - non era perfetta ma ha due indiscutibili virtù: è l’equilibrato frutto di lunghe discussioni e compromessi nella scorsa legislatura ed è rispettoso delle indicazioni della Corte. Eppure la maggioranza ha fatto di tutto per rallentare la discussione e l’arrivo in aula, con decine e decine di audizioni e la formazione di un comitato ristretto”. “Il momento è ora, tornare in commissione è l’ennesima rinuncia, è l’abdicazione del nostro ruolo di parlamentari, è la dimostrazione che vince quella destra che una legge non la vuole, senza il coraggio di dirlo apertamente”, ha concluso Bazoli. Quanto alle audizioni odierne, il Cnr ha messo in luce, tramite una lettera inviata alle Commissioni dal presidente Andrea Lenzi, che “allo stato attuale non risultano reperibili dispositivi regolarmente autorizzati all'immissione in commercio, con marchio Ce, per l'auto somministrazione di farmaci che siano idoneamente impiegabili nella procedura di morte volontaria mediamente assistita da parte di persona immobilizzata o comunque altrimenti impossibilitata all'auto somministrazione del farmaco letale, né risultano alla presidenza dell'ente che siano allo studio o in fase di implementazione progetti relativi ai dispositivi richiamati". (Roc)
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