Roma, 5 giu - "La misoginia si diffonde e rischia di permeare i comportamenti anche in modo subdolo, inconsapevole, interiorizzato". Lo ha detto Luana Zanella, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della presentazione in Senato della campagna “Libere anche qui”, dedicata al consenso digitale e al contrasto della violenza di genere online, intervenendo sul tema della violenza digitale e del clima culturale che, a suo giudizio, favorisce lo sdoganamento di atteggiamenti sessisti. Secondo Zanella, iniziative come quella promossa da amministratrici locali, associazioni e reti femministe rappresentano una risposta concreta a un fenomeno che non può essere affrontato soltanto nelle sedi parlamentari. "Sono iniziative che promuovono una presa in carico da parte di giovani donne già dentro le istituzioni e di un problema che ha bisogno non soltanto di iniziativa parlamentare, ma soprattutto di tradursi in azioni efficaci sul territorio", ha spiegato. La capogruppo di Avs alla Camera ha sottolineato il valore del lavoro portato avanti dalle promotrici della campagna, che hanno scelto di concentrarsi sul tema della violenza digitale. "Sono state bravissime perché hanno individuato un tema cruciale, da affrontare anche attraverso mozioni nei consigli comunali, per diffondere consapevolezza e conoscenza", ha detto, parlando di una rete composta "da donne ma anche da uomini" impegnati a far emergere il problema. Nel suo intervento, Zanella ha collegato la diffusione della misoginia anche a dinamiche culturali e mediatiche sempre più normalizzate. "Fa parte di stereotipi e di comportamenti che vengono ormai sdoganati", ha osservato, citando "una certa forma di pornografia o di sessualità esibita nel web" e fenomeni come il revenge porn, che "a certi livelli non vengono nemmeno percepiti come comportamenti disdicevoli o penalmente perseguibili". Per la deputata Avs, il problema riguarda soprattutto le nuove generazioni, esposte precocemente all’universo digitale senza strumenti adeguati. "Siamo di fronte a giovani generazioni, addirittura bambini, che entrano ed escono dal web in maniera molto disinvolta, ma che sono analfabeti della vita e anche del mondo digitale", ha affermato. Una vulnerabilità che, secondo Zanella, viene sfruttata anche economicamente: "Le piattaforme producono denaro e spesso strumentalizzano bisogni, desideri e fragilità". Da qui il sostegno all’iniziativa presentata oggi in Senato. "Questa campagna rappresenta una modalità di reazione e di azione estremamente interessante e io cercherò di sostenerla", ha concluso.
(PO / Sis)
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