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EXPORT, ZOPPAS (ICE):
I NUMERI SONO POSITIVI

EXPORT, ZOPPAS (ICE): <br> I NUMERI SONO POSITIVI

“È chiaro che l'export sta passando un momento con tante difficoltà, ma nonostante questo i numeri sono comunque positivi”. A sottolinearlo è Matteo Zoppas, presidente dell’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, a margine della conferenza annuale di Trade Promotion Europe, la rete che riunisce le organizzazioni europee di promozione commerciale e agroalimentare, impegnata ad aiutare in particolare le PMI esportatrici ad affermarsi a livello internazionale. L’appuntamento quest’anno si tiene proprio presso la sede dell’Ice, in occasione del centenario dell’organizzazione. “È chiaro – ha detto ancora Zoppas - che da parte delle imprese viene fatto un sacrificio, perché bisogna creare le condizioni per non perdere il mercato, e su questo si stanno impegnando molto gli imprenditori. Ma dall'altra parte non bisogna negare che c'è un aiuto importante da parte dell'apparato governativo, di cui noi facciamo parte”. Per questo, il consiglio a imprenditori e imprese è “capire bene quali sono gli strumenti del sistema paese: non solo Ice, ma anche Sace, Simest, Cassa depositi e prestiti e gli output che vengono dai vari ministeri di questo governo che sta spingendo molto sulle questioni delle esportazioni, perché si riconosce nelle esportazioni più di un terzo del Pil italiano”. Un punto sottolineato anche da Alessandra Pastorelli, della Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del ministero degli Esteri, che ha citato la “cabina di regia” che riunisce ministeri, confederazioni e agenzie con un focus sull’internazionalizzazione delle imprese, e ha ricordato l’obiettivo, indicato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di raggiungere 700 miliardi di euro di export entro il 2027. 

Una sinergia tanto più importante in un momento in cuil’export non ha a che fare solo con il mercato: c’è molta politica coinvolta quindi il paradigma è molto cambiato”, come osservato da Lorenzo Galanti, direttore generale dell’Ice, agenzia definita “parte di un mosaico”. L’integrazione va tenuta ben presente anche quando si ragiona al di là dell’universo nazionale: “Abbiamo bisogno che l’Europa cresca tutta. Quando un settore in Germania soffre – ha detto Galanti - soffre anche un altro settore in Italia. Per questo dobbiamo unire e integrare gli sforzi. Sul piano nazionale, quello che dobbiamo fare e stiamo facendo è essere consapevoli di chi fa cosa ed essere complementari”. Un “cambiamento strutturale” quello che vive oggi l’export: così lo ha definito Andrea Montanino, Chief Economist e Direttore per le Strategie Settoriali e la Valutazione d’Impatto presso Cassa Depositi e Prestiti. E a fronte di questo, ha proseguito Montanino, “competitività e diversificazione devono muoversi insieme” e la risposta europea dovrebbe muoversi su vari livelli: muoversi in sinergia con le “potenze medie”, valorizzare gli accordi di libero scambio” che “portano regole prevedibili e meno incertezza” e le “catene di valore regionali”, che possono rappresentare un asset strategico anche alla luce della volatilità dei costi dei trasporti. (12 giu-mol)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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