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L’export italiano nel nuovo contesto geoeconomico internazionale: il nuovo brief di Cdp

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L’export italiano nel nuovo contesto geoeconomico internazionale: il nuovo brief di Cdp

Bruxelles - Nel 2025 l’export italiano di beni ha raggiunto 643 miliardi di euro, in crescita del 3,3% in valore e dello 0,7% in volume, con una performance migliore rispetto ai principali partner europei. Il risultato si traduce in un surplus commerciale di 50,7 miliardi di euro, che sale a 97,7 miliardi al netto del deficit energetico. Sono alcuni dei dati che emergono dal nuovo brief della Direzione strategie settoriali e impatto di Cdp. Il documento analizza l’evoluzione dell’export italiano nel nuovo contesto geoeconomico internazionale, caratterizzato dal progressivo indebolimento del sistema multilaterale, dalla diffusione di politiche commerciali e industriali selettive e dalla crescente rilevanza della sicurezza economica nelle scelte di imprese e governi. Nonostante il deterioramento del quadro globale, il commercio internazionale non arretra, ma cambia geografia e natura: la distanza geopolitica tra Paesi è diventata un fattore sempre più rilevante nell’orientare i flussi di merci, capitali e investimenti, soprattutto nelle filiere a maggiore intensità tecnologica e strategica. La tenuta dell’export riflette punti di forza strutturali del sistema produttivo nazionale: elevata diversificazione geografica e merceologica, posizionamento fondato su qualità e nicchie ad alto valore aggiunto, e una base ampia di imprese esportatrici, con un ruolo competitivo delle PMI accanto a grandi operatori. Il brief evidenzia tuttavia anche rischi rilevanti: rafforzamento del protezionismo, soprattutto negli Stati Uniti; pressione sui margini legata a costi energetici elevati e volatilità dei prezzi dei noli; crescente concorrenza cinese nei segmenti a tecnologia medio-alta; e impatto delle tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente, area strategica per energia e rotte commerciali. Il nostro Paese può tuttavia beneficiare del nuovo orientamento dell’Ue che favorisce la propria autonomia strategica in filiere chiave per la transizione energetica, la difesa e la salute, delle opportunità commerciali presenti nei mercati extra-Ue ad alto potenziale e delle sinergie tra export di beni e servizi. (9colonne)


(© 9Colonne - citare la fonte)
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