Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Talenti in fuga, Crisanti (Associata): restare è un diritto

Talenti in fuga, Crisanti (Associata): restare è un diritto

“La nostra storia comincia nel 2018. All'inizio eravamo semplicemente sei studenti romani di diciannove e vent'anni con tanta voglia di cambiare le cose. Nel tempo, però, la nostra realtà è cresciuta tantissimo e quei numeri sono cambiati radicalmente. Oggi non siamo più soltanto una realtà locale: si sono unite a noi persone da tutta Italia che hanno portato nuova linfa e prospettive diverse”. A parlare è Giovanni Crisanti, 27 anni, romano che lavora a Bruxelles. Associata è l’ organizzazione che coinvolge centinaia di giovani studenti e professionisti che ha fondato 8 anni fa con diversi colleghi e amici. Oggi organizza eventi e dibattiti e, soprattutto, scrive proposte da portare alla politica: ricordate “Lavoro, poi stacco”? Dietro c’era proprio Associata.

“Di recente abbiamo avanzato una proposta sul tema dei cosiddetti ‘cervelli in fuga’ – dice Crisanti a 9Colonne  - dopo un tour di eventi con giovani a Bruxelles, Parigi, Londra e Roma, abbiamo convinto il Partito democratico ad avanzare una Pdl sul tema del diritto a restare, con diverse nostre proposte.  L'abbiamo presentata con la Segretaria Schlein, che è anche venuta al nostro evento con centinaia di giovani a metà giugno a Roma” racconta Crisanti che spiega: “Si tratta di una proposta complessa, com'è il problema che si propone di iniziare ad affrontare: aumenti in busta paga spesati per chi assume giovani che iniziano a lavorare, se i contratti sono stabili e a tutele crescenti; aumento delle borse di dottorato; incentivi per lo smart working nelle aree interne; un portale, ‘Scelgo l'Italia’, per assistere coloro i quali vogliono entrare in Italia o tornare”. “Perché solo nel 2024 i giovani che hanno lasciato il Paese sono stati 78mila, è tempo di aprire gli occhi” aggiunge.

Tornando alla nascita di Associata Crisanti - che oggi si divide tra le aule dell'Università di Tor Vergata e i corridoi del Parlamento Europeo -   racconta: “All’epoca eravamo decisamente ‘gasati’, soprattutto dopo il primo evento che abbiamo organizzato che ha avuto un enorme riscontro di pubblico e che ha visto la partecipazione di importanti personalità del mondo politico e delle istituzioni ”. Oggi quell'entusiasmo puro per la politica - intesa nel senso più nobile di cura del bene comune - è rimasto esattamente lo stesso: “Perchè siamo convinti che in Italia ci sia ancora tantissimo da fare”.

“Come Associazione ci siamo mossi subito sui temi che viviamo sulla nostra pelle. Le nostre prime proposte concrete alla politica, che hanno aperto dibattiti e confronti importanti, si concentravano su tre punti chiave per migliorare la situazione attuale in Italia: la tutela della salute mentale, il diritto alla disconnessione e, infine, il diritto di restare. Oggi il dibattito pubblico si arena troppo spesso su temi come la legge elettorale. Certo, è un'istanza importante, ma le vere emergenze del Paese sono altre e sono lontanissime da queste dinamiche. Parlo di lavoro, formazione e futuro. Sono questi i tre perni attorno ai quali ruota tutta l'attività della nostra Associazione. Se guardiamo i dati dei ragazzi che hanno lasciato l'Italia nel 2025, ci accorgiamo che sono numeri spaventosi. È la prova schiacciante che qualcosa in questo Paese non sta funzionando”.

 “Oggi – continua Crisanti - si fa un gran parlare di ‘restanza’, ma c'è bisogno di azioni concrete. La proposta di legge sul 'diritto al restare, presentata dal Partito democratico con il contributo de L'Associata rappresenta un primo passo concreto per affrontare una delle più grandi emergenze sociali italiane: la partenza forzata di migliaia di giovani. Il punto cruciale è che la politica sbaglia approccio: prima ancora di inventarsi strategie su come far rientrare chi è già partito, bisognerebbe ragionare su come non far partire i giovani dall’Italia. Non basta pensare agli sgravi fiscali per chi torna. Dobbiamo garantire stipendi adeguati, più garanzie e meno precariato, valorizzare i grandi talenti qui prima che scappino all'estero attratti da retribuzioni migliori. La nostra ricetta non punta a sanare l'emorragia a posteriori, ma a creare fin da subito le condizioni strutturali affinché i giovani possano investire sul proprio futuro senza essere costretti a oltrepassare i confini nazionali per vedere riconosciuto il proprio valore”. Crisanti è convinto – è con lui tutti coloro che fanno parte di Associata – che un’Italia con più ricercatori, professionisti, talenti in movimento – “per non parlare di cervelli in fuga, termine ormai troppo abusato e poco bello - è un’Italia più moderna, competitiva, più forte capace.  È vero, - conclude - questa legge non risolverà da sola un problema strutturale. Ma è un inizio. Perché il vero diritto non è impedire ai giovani di partire: è permettere loro di scegliere se restare. La sfida non è garantire la sopravvivenza, ma un futuro dignitoso e di benessere nel nostro Paese. Per tutti. Sì, la vera sfida oggi è restare”.

 

(Gil)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

archivio

I RITORNATI

IL SUMMIT DEI TALENTI

Summit dei Talenti foto Ricercatori

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero