"Il climatizzatore può essere un alleato prezioso contro il caldo, ma va utilizzato con buon senso. L’obiettivo non deve essere trasformare casa o ufficio in un ambiente “freddo”, ma creare un microclima confortevole e stabile, evitando sbalzi termici eccessivi". Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International.
"La temperatura ideale è intorno ai 25-27 gradi, comunque non più di 5-7 gradi in meno rispetto all’esterno. È importante evitare il getto diretto dell’aria sul corpo, soprattutto durante il sonno, e pulire regolarmente i filtri, perché un impianto trascurato può favorire irritazioni respiratorie, allergie e cattiva qualità dell’aria. Meglio usare anche la funzione deumidificazione, perché spesso è l’umidità elevata a rendere il caldo più pesante e meno tollerabile".
"Non bisogna dimenticare gli altri rimedi semplici: bere spesso, anche senza aspettare lo stimolo della sete; evitare alcolici e limitare caffeina e bevande molto zuccherate; consumare pasti leggeri, ricchi di frutta e verdura; non uscire nelle ore più calde, indicativamente tra le 11 e le 18; indossare abiti chiari, leggeri e traspiranti; schermare le finestre esposte al sole con tende, persiane o tapparelle; arieggiare la casa nelle ore più fresche, al mattino presto e alla sera. Attenzione anche ai ventilatori: possono dare sollievo, ma non abbassano realmente la temperatura dell’ambiente. Quando la temperatura interna supera i 32 gradi, il Ministero della Salute ne sconsiglia l’uso come unico rimedio, soprattutto per anziani, persone allettate o con ridotta autonomia. Inoltre non vanno mai puntati direttamente sul corpo".
"I soggetti più fragili — anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza, persone con patologie cardiovascolari, respiratorie, diabete o insufficienza renale — devono essere monitorati con maggiore attenzione. In caso di confusione, debolezza intensa, crampi, febbre, cute calda e asciutta, svenimento o peggioramento improvviso delle condizioni generali, non bisogna aspettare: serve contattare il medico o il 112. Il caldo non è solo un disagio: è un vero fattore di rischio sanitario. La prevenzione passa da piccoli comportamenti quotidiani, ma anche da una cultura della cura reciproca: telefonare a un anziano solo, controllare che beva, che abbia la casa sufficientemente fresca e che assuma correttamente le terapie può fare la differenza. Il Ministero della Salute raccomanda di bere molti liquidi, evitare alcolici, ridurre l’esposizione nelle ore più calde e usare cautela con i ventilatori oltre i 32 °C interni; anche l’OMS richiama particolare attenzione per anziani e persone con patologie croniche", conclude Pregliasco.
(red)
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