La Nato, i colloqui a Roma tra i mediatori israeliani e libanesi, l’Ucraina e la questione iraniana sono i temi al centro dell’intervista rilasciata al Corriere della Sera dal ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, che subito esprime “solidarietà a Giorgia Meloni, che certamente non si lascerà intimidire” dalle foto della Repubblica islamica che la ritraggono in tuta arancione tra i leader “responsabili” dell’uccisione della Guida suprema Ali Khamenei. In Iran, dice Tajani, “è in corso una lotta per il potere”, mentre nelle trattative in corso con gli Usa “il nodo resta lo Stretto di Hormuz”, che, sottolinea il leader azzurro, deve rimanere libero e non soggetto a dazi. E per quanto riguarda il ruolo dell’Italia in un contesto caratterizzato da crisi, “manterremo gli impegni presi, a partire dal 5% del Pil per spese di difesa e sicurezza entro il 2035, ma lo faremo come decideremo noi, senza subire alcun diktat sull’acquisto di armi o sistemi militari Usa”, precisa. Spazio anche per gli “amici dei Balcani”, per cui secondo Tajani va accelerato l’iter di ingresso nell’Ue: “Non possiamo permetterci di lasciare fuori Paesi come la Serbia”, dichiara, ma cita anche Albania, Montenegro, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia e Kosovo. (12 lug-mol)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione