A dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco, il Dipartimento di Italianistica dell'Università Nazionale di Rosario, in Argentina, propone un ciclo di incontri dedicato all'opera e al pensiero di uno degli intellettuali più influenti della cultura contemporanea. Il seminario, intitolato "L'universo di Umberto Eco – Tra segni, storie e interpretazioni", si terrà tutti i mercoledì di agosto, dalle 15:00 alle 17:00. L'attività, gratuita e aperta al pubblico previa iscrizione, mira a esplorare i romanzi, la semiotica e la comunicazione dell'autore italiano. "Questo seminario nasce da una mia esperienza personale, ma anche dalla consapevolezza, condivisa da chi studia Eco, che le sue teorie, parole e prospettive sono ancora oggi attualissime", ha spiegato a 9Colonne María Noel Do, Relatrice del Seminario. L'iniziativa offre un'occasione per rileggere l'intellettuale piemontese attraverso i suoi segni, le sue storie e le sue interpretazioni, riscoprendone l'attualità. L'idea affonda le radici nella formazione accademica della relatrice: "Ho avuto la possibilità di studiare semiotica a Bologna, proprio nel dipartimento creato da Umberto Eco. Sono stata lì per un master dal 2013 al 2015, un'esperienza meravigliosa durante la quale ho potuto assistere a molte delle sue lezioni magistrali e presentazioni di libri", ha aggiunto. Il soggiorno in Italia della studiosa è coinciso con la presentazione del romanzo "Numero zero" e con le celebrazioni per i 40 anni del "Trattato di semiotica generale", eventi che hanno segnato il suo percorso. Il dibattito sull'eredità di Eco rimane vivo, come confermato da un recente congresso organizzato dall'Università di Bologna per il decimo anniversario della sua scomparsa, al quale la relatrice ha partecipato a fine maggio. Durante l'evento, ricercatori e docenti provenienti da tutto il mondo hanno ribadito come le teorie del professore non siano affatto superate. "Penso in particolare ad 'Apocalittici e integrati' in relazione all'intelligenza artificiale generativa", ha precisato. "Non si tratta di creare una contrapposizione a favore o contro l'IA, poiché essa è già tra noi, ma di capire come usarla, quali conoscenze servano per limitare gli errori che i programmatori chiamano 'allucinazioni'. Dobbiamo capire l'impatto e il miglior uso possibile, sapendo che si tratta di algoritmi e formule matematiche che processano informazioni. Non dobbiamo né rifiutarla né tuffarci ciecamente come se fosse la soluzione a tutto", ha sottolineato la relatrice. Le riflessioni di Eco mantengono una forte valenza anche nell'analisi della società odierna. "Rileggendo il suo saggio sul 'fascismo eterno', troviamo riflessioni molto vigenti rispetto all'attuale inclinazione verso le destre o ultradestre nel mondo. Lo stesso vale per i nuovi media: se pensiamo allo streaming, ritroviamo la necessità di capire cosa guardiamo, cosa viene raccontato e chi guida questi mezzi di comunicazione integrati", ha proseguito. Il percorso in cinque incontri sarà un laboratorio di lettura per interrogarsi sulla vita e sulla cultura, rivolto a chiunque desideri avvicinarsi all'opera dello scrittore. "Nella sua opera letteraria, da 'Il nome della rosa' a 'La misteriosa fiamma della regina Loana' o 'Baudolino', troviamo la sua visione del mondo", ha evidenziato. "Come diceva lui, 'di ciò di cui non si può teorizzare, si deve narrare'". Il seminario, che si terrà interamente in lingua italiana, si propone di fornire strumenti per decifrare la seconda metà del ventesimo secolo. "Gli esseri umani hanno ancora la possibilità di narrare e raccontare con uno sguardo autentico e lucido come quello di Eco; finché questa capacità non andrà perduta, il suo lavoro rimarrà attuale negli anni", ha concluso. (Fel – 22 lug)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione