“Il ministro Salvini chiede alla Rai la mia sospensione”. Così Sigfrido Ranucci, commentando sui social le parole del vicepremier Matteo Salvini. Il tutto all’indomani dell’arresto dell’imprenditore Valter Lavitola, indagato dalla procura di Roma nell'inchiesta sull'attentato dello scorso ottobre davanti all'abitazione del giornalista e conduttore di Report. “Io penso – aveva detto Salvini a margine della visita al cantiere dello snodo ferroviario del Pigneto - che gli italiani meritino chiarezza e fino a che chiarezza non sarà fatta anche sui rapporti tra Ranucci e Lavitola, credo che il denaro pubblico degli italiani non debba più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda. Io non ce l'ho con lui ma non penso che gli italiani debbano pagare lo stipendio a qualcuno che è coinvolto in una vicenda torbida”. Secondo il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, membro della Vigilanza Rai, “la lettura delle indagini sul caso Lavitola-Report-Ranucci, lascia sgomenti. Ovviamente sulle responsabilità penali bisognerà attendere le indagini, gli accertamenti e i giudizi. È presto per trarre conclusioni su una vicenda molto complessa e che davvero lascia argomenti. C'è però un aspetto reputazionale che non c'entra con inchieste penali. E che la Rai non potrà ignorare. Ranucci è stato indubbiamente vittima di un attentato per il quale gli rinnoviamo totale e sincera solidarietà, ma appare immerso in una rete di relazioni e di rapporti che ne appannano la presunta figura di eroe senza macchia e senza paura. Lavitola ed altri personaggi descrivono un quadro simile a quello che per noi è sempre stato evidente. Servizi orientati in una certa maniera. Attacchi reiterati ad alcuni settori della politica e della impresa. Anche la vicenda Innocenzi, che appartiene a un altro filone, dimostra connessioni e collegamenti tutti da chiarire. Insomma, Ranucci si è mostrato con un volto indomito di combattente del bene contro il male. Poi però ha avuto legami e rapporti tutti da chiarire. E per fare il cavaliere senza macchia e senza paura occorre una reputazione indiscutibile. Io credo che ci sia materia per riflessioni ampie nell'ambito del servizio pubblico televisivo. Del resto, anche il documento della redazione di Report fa a pezzi Ranucci. E invoca gestioni collegiali, comitati ed assemblee perché è evidente la sfiducia nei confronti di chi ha mostrato più di una debolezza”. In una nota, i parlamentari del M5S in commissione di Vigilanza Rai sottolineano invece: “Salvini ha perso l'ennesima occasione per tacere, affermando che Sigfrido Ranucci dovrebbe prendersi una pausa da Report. Non si occupa del disastro dei treni e del disastro sulle accise che voleva eliminare ma mette becco su una questione che le indagini hanno già chiarito, come scrive il Gip: Ranucci è la vittima di un attentato, non sapeva quello che stava accadendo. La stessa ordinanza precisa che non è emerso alcun elemento per evidenziare che Ranucci fosse d'accordo con Lavitola. Inoltre, dall’ordinanza non emerge che ci sia alcun collegamento tra le inchieste di Report e Lavitola stesso. Prima di lanciare anatemi Salvini studi le carte”. (Roc)
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