“La Repubblica avverte il dovere di ricordare gli innocenti – donne, anziani, bambini – uccisi senza alcuna pietà a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità. In questo sacrario civile, come in altri luoghi di dolore, si trovano le radici della Repubblica”. Si apre così un messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La mattina del 12 agosto 1944, i reparti delle SS, con la complicità dei fascisti, diedero inizio alla strage. Un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento. La comunità di Stazzema, dopo il dolore, è stata capace di ritrovare fiducia, con l’Italia e l’Europa che hanno riscattato con la pace, la libertà, la democrazia, con i diritti eguali e universali, con la progressiva integrazione, quanto di più terribile la storia aveva prodotto. Ora le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni, ora le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano, manifestandosi in forme anche inedite. Sono più che mai preziose le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e valori. Sono capaci di respingere violenza, odio, il disprezzo per il rispetto del pluralismo, dell’identità delle persone. Fare memoria, oltre che atto di responsabilità, è atto di liberazione che si rinnova. La vittoria sul nazifascismo aprì la strada della rinascita. Ciascuna generazione deve sapere che a ognuna appartiene il rafforzamento e la difesa delle conquiste civili, che non sono acquisite una volta per tutte. I loro presupposti etici, le ragioni di impegno, vanno rinnovati e rinsaldati”.
“Arrivarono improvvisamente, ci presero, io non volevo andare, ma uno di essi mi dette un pugno e mi gettò a terra, mi rialzai, ma lui mi dette un altro pugno”. Così ricordava Cesira Pardini, una delle superstiti della strage di Sant’Anna di Stazzema, scomparsa nel 2022. Una pagina di storia ripercorsa dallo speciale di Rai Cultura “Sant’Anna di Stazzema. La memoria dopo l’oblio”, di Riccardo Sansone con la regia di Agostino Pozzi, in onda oggi, alle 23.30 su Rai Storia, nell’anniversario dell’eccidio. Nell’estate del 1944, nell’ambito delle operazioni di costruzione della Linea Verde, le forze di occupazione nazifasciste vedono le colline sopra Pietrasanta in Versilia come luoghi infestati dalle forze partigiane, piccole comunità ostili che foraggiano e proteggono la Resistenza locale. Senza prove tangibili di questa connivenza, il piccolo paese di Sant’Anna che dal 1943 ospita anche moltissimi sfollati, diventa presto oggetto delle violenze spropositate degli occupanti e luogo di martirio per centinaia di civili inermi. Nonostante ricerche approfondite, ancora oggi è difficile stimare con esattezza il numero effettivo delle vittime che per le memorie locali si attesterebbe intorno alle 560 persone. Il 12 agosto 1944 verrà così ricordato come il giorno dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, uno dei più efferati crimini di guerra compiuti dai reparti della 16ma SS Panzer-Grenedier-Division “Reichsführer-SS” in Italia. Nell’anniversario dall’eccidio, lo speciale con Charlotte Marincola, ripercorre i fatti di Sant’Anna attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, il commento storico di Isabella Insolvibile, il racconto della vicenda giudiziaria del Procuratore Generale Militare presso la Corte Militare d'Appello di Roma Marco De Paolis e la narrazione sulla politica della memoria dell’antropologa Caterina Di Pasquale. (12 ago – red)
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