La scorsa notte la Russia è tornata ad attaccare l'Ucraina con 133 droni d'attacco di tipo Shahed, compresi modelli a reazione, droni Gerbera e droni-esca Parodiya, lanciati dalle direzioni di Kursk, Orel, Millerovo, Primorsko-Akhtarsk in territorio russo, dal territorio temporaneamente occupato di Donetsk e da Hvardiiske, in Crimea. Lo riferisce l'Aeronautica militare ucraina in un post su Telegram. L'attacco è stato contrastato da aviazione, forze missilistiche antiaeree, reparti di guerra elettronica e sistemi senza pilota, e gruppi mobili di fuoco delle Forze di difesa ucraine. Secondo dati preliminari, la difesa antiaerea ha abbattuto o neutralizzato 111 droni nemici di tipo Shahed, Gerbera e di altri tipi nel nord, nel sud e nell'est del Paese. Sono stati registrati impatti dei mezzi aerei nemici in 15 località e la caduta di detriti di droni abbattuti in altre 16. L'attacco risulta ancora in corso, con diversi droni nemici presenti nello spazio aereo ucraino. Inoltre sempre nella notte la Russia ha nuovamente attaccato il distretto di Izmail, nell'oblast' di Odessa, colpendo le infrastrutture portuali. Lo riferisce lo staff operativo dell'amministrazione militare distrettuale di Izmail in un post su Telegram, secondo cui l'attacco ha causato alcuni danni e un incendio.
In intervista a Corriere della Sera, Oksana Ferchuk, ministra ucraina della Trasformazione digitale afferma: “Il primo prodotto di punta è la Diia, la nostra applicazione per i servizi pubblici: oggi più di 24 milioni di ucraini la utilizzano. Attorno abbiamo costruito un ecosistema di soluzioni e registri digitali che consente di organizzare i servizi a livello statale. Credo che stiamo dando un esempio all'Unione europea: nonostante una guerra crudele, continuiamo a svilupparci e a trasformarci. La mancanza di risorse, la pressione e l'urgenza ci spingono verso servizi più accessibili, semplici e vicini alle persone. In guerra il digitale non è solo una comodità: diventa una necessità”, “vediamo come un percorso naturale per un cittadino ucraino attraversare diverse fasi della vita e del rapporto con lo Stato: studente, riservista, militare, poi veterano che torna nella società civile. L'ecosistema che stiamo costruendo è basato sui dati relativi alla persona. Vogliamo che siano puliti, trasferibili da uno status all'altro e disponibili per offrire servizi, benefici e accesso semplice a tutto ciò cui quella persona ha diritto” e “stiamo riflettendo sull'utilizzo dell'Ai per i servizi pubblici. L'Ucraina può essere un banco di prova per progetti e tecnologie: qui è possibile testarli rapidamente e poi esportarli con risultati comprovati. Anche la difesa usa già molti strumenti di intelligenza artificiale. Ora vogliamo portarli in ambito civile, per un duplice uso, in diversi settori dell'economia”. (13 ago - red)
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