"Io non credo che i flussi migratori internazionali, soprattutto quando sono incoraggiati e gestiti dalle organizzazioni criminali, si spaventino di fronte a 14 miglia nautiche attraversabili in qualche modo". Lo ha affermato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi rispondendo, nell'audizione a Palazzo San Macuto, alle obiezioni sul rischio che la crisi di Ceuta possa avere conseguenze dirette per l'Italia. Il ministro ha richiamato informazioni, provenienti da "fonti aperte", secondo cui organizzazioni criminali si stavano attrezzando per offrire trasferimenti attraverso moto d'acqua. Piantedosi ha poi posto il problema delle persone rimaste nell'enclave spagnola: "Abbiamo detto 6 mila o 11 mila persone in un territorio dove ci sono 83 mila abitanti". Tra queste, ha aggiunto, vi sono cittadini subsahariani che potrebbero accedere alla domanda di protezione internazionale. "Mi chiedo quali sistemi potranno mantenere lì a Ceuta" queste persone e "quali saranno le iniziative che la Spagna riuscirà ad adottare per contenerle", ha concluso. (13 ago-alp)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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