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direttore Paolo Pagliaro

RISPARMI: RICCHEZZA FINANZIARIA DELLE FAMIGLIE A 6.409 MLD, +5%

Secondo il Centro studi di Unimpresa, che ha rielaborato dati statistici della Banca d’Italia, La crescita da 6.123,5 a 6.409,5 miliardi mostra un rafforzamento complessivo della posizione patrimoniale finanziaria delle famiglie italiane. L’aumento di 286 miliardi è riconducibile alla combinazione di più fattori: nuovi flussi di risparmio, reinvestimento dei rendimenti, variazioni dei prezzi delle attività finanziarie e modifiche nella distribuzione dei portafogli. Il dato rappresenta una consistenza, cioè il valore delle attività possedute alla fine dei due trimestri considerati. La variazione annuale, pertanto, non coincide necessariamente con 286 miliardi di nuovi risparmi. Per azioni, partecipazioni, fondi e altri strumenti negoziati, una parte dell’incremento può derivare dalla rivalutazione delle quotazioni. Per depositi e conti correnti, al contrario, il movimento riflette in misura più diretta l’accumulazione o l’utilizzo della liquidità. Il confronto tra marzo 2025 e marzo 2026 evidenzia comunque una ricomposizione precisa: cresce la parte investita in azioni, partecipazioni, fondi e obbligazioni; diminuiscono i depositi diversi dai conti correnti e gli strumenti a breve termine.
In particolare i conti correnti sono passati da 1.129,6 a 1.169 miliardi, con un aumento di 39,5 miliardi e del 3,49%. La crescita nominale è significativa perché si aggiunge a uno stock già molto elevato e conferma la persistente preferenza delle famiglie per attività immediatamente disponibili. Il peso dei conti correnti sul totale, tuttavia, è diminuito dal 18,45% al 18,24%. La ricchezza finanziaria complessiva è cresciuta, quindi, più rapidamente della liquidità a vista. Il dato descrive una situazione nella quale le famiglie conservano un’ampia riserva liquida, ma la crescita patrimoniale si concentra maggiormente negli strumenti finanziari e previdenziali. La disponibilità mantenuta sui conti svolge diverse funzioni: copertura delle spese ordinarie, riserva per eventi imprevisti, attesa di future decisioni di investimento e protezione rispetto all’incertezza economica. La sua crescita non indica necessariamente immobilismo finanziario, perché avviene contemporaneamente all’aumento di quasi tutte le principali forme d’investimento.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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