“Ferrovie dello Stato ha il compito di far muovere persone e merci, collegare territori e creare valore per il Paese. Le ferrovie sono una infrastruttura decisiva, fondamentale per la crescita di un Paese” ed “oggi la scommessa, la vera trasformazione che abbiamo intrapreso, è fare sì che chi usa i nostri servizi inizi a vedere i benefici di tutti quei lavori che si sono visti per i quasi 25 mila chilometri di tratte in esercizio, un miglioramento della qualità del servizio”, “la vera sfida non è aprire cantieri, ma trasformare quegli investimenti in una mobilità più affidabile, più efficiente e di maggiore qualità per chi viaggia”. Lo afferma l’amministratore delegato e direttore generale delle Fs Gianpiero Strisciuglio, in una intervista al Corriere della Sera sottolineando i risultati degli investimenti dal Pnrr che ha permesso al gruppo di spendere 25 miliardi tra infrastrutture e treni, “rispettando tempi e scadenze. E soprattutto vedendo la fine del Pnrr come una nuova ripartenza”, “quattro milioni di dati al secondo da processare, 1.300 cantieri con una media di 110 mila persone impegnate tutti i giorni tra interni ed esterni, 10 mila treni diversi al giorno tra Alta velocità, lunga percorrenza, regionali e merci con 2 milioni di passeggeri da far viaggiare ogni giorno e soprattutto in sicurezza”. E sottolinea: “La sfida adesso è trasformare quegli investimenti in benefici per i passeggeri”, “parliamo di puntualità, ad esempio, un elemento fondamentale del servizio, ma la puntualità non nasce da sola. È il risultato di una gestione di una complessità che tiene insieme una rete più moderna, una manutenzione più efficace, tecnologie puntate sul core business che consentono di prevenire guasti e criticità, una migliore programmazione dei lavori, una capacità più forte di coordinare tutte le componenti e le competenze delle varie società del sistema ferroviario”, “il frutto di un lavoro di squadra”, “quasi 100 mila persone che con dedizione, competenza, ogni giorno permettono tutto questo”. Inoltre spiega che sulle nomine “completeremo il percorso in autunno e si vedrà. Anche perché dovremo combinare nomine e piano industriale del gruppo Fs, e quelle società sono strategiche per il raggiungimento degli obiettivi del piano che sarà incentrato sul core business, vale a dire permettere una mobilità sempre più efficiente ed efficace di passeggeri e merci. Capace di generare valore” evidenziando anche che nel Sud Italia “la scommessa è chiara. La mobilità deve rafforzare la competitività dei territori, sostenere le imprese. Lo sviluppo”. La Napoli-Bari, aggiunge, “è l’ultimo esempio di un servizio attivato alla chiusura di un cantiere, ma non l’unico. La Napoli-Bari, con l’impegno di 7 mila persone tra ingegneri, tecnici e operai, già dal primo luglio scorso è stata riattivata. In tre ore e mezzo oggi collega le due città e in 5 arriva a Lecce. E c’è poi la Palermo-Catania-Messina. Vede, si fa fatica a comprendere quanto le ferrovie siano un’eccellenza. Pensi all’espansione internazionale”, “è la capacità delle Ferrovie di essere un benchmark internazionale. Quando noi andiamo in Francia, Germania, Spagna, con l’Alta velocità e non solo, lo facciamo perché non ragionare in una dimensione europea sarebbe miope, ma anche perché offriamo un modello a cui far riferimento. Costruiamo sistemi di mobilità considerati efficienti e affidabili”. (26 ago – red)
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