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direttore Paolo Pagliaro

DIPLOMAZIA A MOSCA
E SCONTRI AL FRONTE

DIPLOMAZIA A MOSCA <BR> E SCONTRI AL FRONTE

“La trasferta del direttore della CIA è legata esclusivamente ai contatti operativi e alle consultazioni tra le rispettive agenzie di intelligence”. Con queste parole il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato al Washington Post la presenza a Mosca del vertice dell'intelligence statunitense, John Ratcliffe. L'ammissione della presidenza russa giunge dopo che la notizia dell'arrivo del capo di Langley era stata anticipata ieri dalla CBS, rivelando una fitta trama di contatti sotterranei che corre parallelamente al conflitto e all'attività diplomatica ufficiale.

I VOLI RISERVATI A MOSCA E L'INVIATO DEL VATICANO AL CREMLINO. I dettagli della missione di Ratcliffe descrivono una logistica complessa e ad alto livello di riservatezza. Nella mattinata di ieri, intorno alle 10 ora locale, un aereo da trasporto militare americano Boeing C-17A Globemaster III è atterrato sulla pista dell'aeroporto internazionale di Vnukovo, scortato dalle procedure di sicurezza delle autorità della capitale russa. Il velivolo statunitense era giunto nello scalo moscovita dopo una tappa tecnica a Riga, dove era arrivato partendo direttamente dalla base aerea di Andrews, l'infrastruttura militare dello Stato del Maryland utilizzata per i trasferimenti ufficiali delle elevate cariche governative americane, compreso il presidente Donald Trump. La conferma dell'esistenza di canali d'intelligence ad altissimo livello si intreccia con i tentativi della diplomazia religiosa di rompere l'isolamento negoziale. Sempre nella giornata di ieri, l’inviato della Santa Sede e Segretario per i Rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, ha incontrato a Mosca il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov. Il colloquio rappresenta il primo vertice faccia a faccia tra rappresentanti del Vaticano e alti funzionari del governo russo dopo dal giugno 2023, quando il cardinale Matteo Zuppi si è recato a Mosca in qualità di inviato speciale del Papa per la pace in Ucraina, tenendo incontri faccia a faccia con alti funzionari e consiglieri del governo russo, tra cui il consigliere per la politica estera del Cremlino Yuri Ushakov e la commissaria presidenziale Maria Lvova-Belova.

Parlando al fianco di Lavrov durante la conferenza stampa congiunta organizzata al termine dell'incontro, il diplomatico pontificio ha espresso una severa diagnosi sull'impatto del prolungarsi delle ostilità. Gallagher ha affermato che ogni singolo giorno di questo conflitto, che dura ormai da quattro anni, “crea nuove vittime e rende sempre più difficile la futura riconciliazione”. Il rappresentante vaticano ha aggiunto che “è quindi urgente e necessario porre fine al conflitto e guardare oltre”, rendendo noto di aver discusso con il capo della diplomazia di Mosca le possibili vie strategiche per arrivare alla pace e confermando che le parti hanno concordato di cooperare sul terreno delle emergenze umanitarie, con priorità assoluta per l'assistenza e il sostegno ai minori colpiti dai combattimenti.

IL RINGRAZIAMENTO DI ZELENSKY ALL'ITALIA E IL NODO DELL'INTEGRAZIONE EUROPEA. Mentre a Mosca si incrociavano le missioni dell'intelligence americana e della diplomazia vaticana, da Kiev il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inteso rivolgere nella giornata di ieri un messaggio di diretto ringraziamento alle istituzioni italiane per il sostegno politico, economico e militare garantito fin dall'inizio dell'invasione. Rivolgendosi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il leader ucraino ha sottolineato la profondità della convergenza tra i due Paesi con parole di netto apprezzamento: “Grazie per i vostri calorosi auguri e per l'incrollabile solidarietà dell'Italia con l'Ucraina e il nostro popolo. L'indipendenza di una nazione e il suo diritto a determinare il proprio futuro sono tra i principi più importanti”. Zelensky ha espresso l'ulteriore gratitudine di Kyiv “per la comprensione reciproca tra le nostre nazioni e per il sostegno dell'Italia alla nostra difesa, alla resilienza delle nostre infrastrutture critiche, alla ricostruzione e al nostro percorso verso l'adesione all'UE”. Il capo dello Stato ucraino ha voluto infine rimarcare la rilevanza del supporto di Roma nella prospettiva dell'integrazione con le istituzioni comunitarie, dichiarando: “Apprezziamo il vostro riconoscimento dei progressi compiuti dall'Ucraina in questo cammino e il vostro chiaro messaggio che l'Ucraina sceglie di far parte della famiglia europea. Grazie, Italia!”.

LA PRESSIONE MILITARE AL FRONTE E L'INCREMENTO DELLE VITTIME CIVILI. Nonostante la riapertura dei canali riservati a Mosca e le dichiarazioni della diplomazia vaticana, la situazione sul terreno di scontro continua a registrare un'intensificazione drammatica dei combattimenti e un bilancio umano gravissimo sia per i reparti avanzati sia per la popolazione civile. Nelle ultime 24 ore, l'esercito russo (secondo le stime riportate dallo Stato maggiore ucraino ma non confermate da Mosca) avrebbe registrato la perdita di ulteriori 1.450 soldati nel corso delle operazioni militari condotte lungo la linea di contatto. Il dato testimonia l'estrema violenza degli scontri d'attrito in atto nell'est del Paese, dove le truppe del Cremlino continuano a spingere con massima intensità per spezzare le difese del paese invaso. I settori più caldi dell'intero fronte rimangono gli assi direzionali di Pokrovsk e Kostiantynivka, dove l'esercito di Mosca sta concentrando reparti d'assalto e fuoco d'artiglieria per penetrare nei nodi logistici strategici dell'Oblast di Donetsk. Nelle ultime 24 ore si sono registrati ben 209 scontri a fuoco diretti lungo i vari settori della linea di combattimento.

Parallelamente alle operazioni sul fronte di terra, la Russia ha proseguito la campagna di attacchi aerei in profondità contro le città ucraine. Nella giornata di ieri, una serie di raid condotti con droni suicidi russi ha colpito l'abitato di Chernihiv, centro urbano situato nell'Ucraina settentrionale. Le esplosioni causate dai velivoli senza pilota hanno provocato la morte di una donna e di un bambino, confermando come la pressione aerea continui a colpire in maniera indiscriminata i centri abitati lontani dalla linea di contatto e ad aggravare il bilancio sociale di una guerra entrata ormai nel suo quinto anno. (26 AGO – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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