“Accettiamo la sfida. La nostra nave Mediterranea, che partirà per la sua nuova missione tra poche settimane, batte bandiera tedesca. Vogliono portare le persone da noi soccorse in Germania?”. Così, in una intervista a La Repubblica, il fondatore di Mediterranea Saving Humans, Luca Casarini, rispondendo in merito alla proposta del governo italiano di considerare di responsabilità tedesca i migranti soccorsi da navi con bandiere straniere. Nel corso del colloquio, Casarini affronta il tema dei porti sicuri e dei meccanismi di accoglienza, dichiarando che “a Tajani mi viene voglia di dire: 'Bene, sediamoci ad un tavolo e parliamone'. Noi non siamo affatto contrari, perché il punto centrale è fare il soccorso. In mare interessa solo salvare la vita alle persone, i giochetti politici tra gli Stati, Ceuta, Schengen, Dublino vengono dopo”. L'attivista sottolinea inoltre che “se il governo italiano dice che salendo su una nave con bandiera tedesca si è già in Germania, allora deve garantire che queste persone raggiungano poi la Germania. Però alle ong devono dare subito il porto sicuro e ce lo devono dare vicino, in Sicilia, non a cinque giorni di navigazione”. Criticando poi le politiche migratorie e la gestione dei flussi, Casarini evidenzia che “il regolamento di Dublino, questo assurdo trattato che assegna al Paese di primo ingresso l'onere delle persone che arrivano, l'hanno voluto loro e ora l'hanno resuscitato loro. Ed è la causa dei sovranismi di cui pagano il conto i più fragili”, aggiungendo infine che “l'altra faccia del calo degli sbarchi è l'aumento del 160 per cento dei morti in mare” e che la scelta di adottare la bandiera tedesca risponde alla volontà di ribadire che “la nostra bandiera è universale ed è quella della solidarietà umana”. (26 ago -red)
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