“Lo farebbe se lo volessi. Ma voglio farlo quando saremo pronti a concludere un accordo di pace”. È con queste parole, pronunciate dallo Studio Ovale, che il presidente americano Donald Trump ha risposto alle domande dei giornalisti sulla possibilità di un nuovo vertice imminente con il presidente russo Vladimir Putin. Un’esternazione che restituisce la misura esatta della complessa fase di stallo in cui versa il conflitto ucraino. L'inquilino della Casa Bianca ha ribadito la volontà degli Stati Uniti di mantenere relazioni costruttive con tutti i soggetti sullo scacchiere internazionale: “Vogliamo avere buoni rapporti con la Russia, l'Ucraina, con tutti. Sarebbe fantastico per gli affari. La Russia ha un territorio magnifico, un territorio di grande valore. Stanno accadendo molte cose positive”. Il tycoon si è detto disposto a incontrare la controparte russa “immediatamente”, precisando tuttavia di voler compiere questo passo “quando la guerra sarà finita”. Una linea politica che riflette la distanza rispetto ai proclami della campagna elettorale, durante la quale il leader statunitense prometteva di porre fine alle ostilità in appena ventiquattro ore. Da parte sua, il Cremlino mantiene un atteggiamento di attesa: il portavoce Dmitry Peskov ha chiarito che un summit trilaterale tra il capo della Casa Bianca, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e Putin sarebbe ipotizzabile “solo per formalizzare gli accordi” precedentemente raggiunti.
LA NOTTE DI FUOCO SU KIEV E I RAID SULLE CITTÀ UCRAINE. Mentre la diplomazia rimane bloccata sul piano delle dichiarazioni d'intenti, sul campo della cronaca militare la pressione delle forze armate russe non accenna a diminuire. Ieri sera la capitale ucraina è stata nuovamente presa di mira da un massiccio attacco sferrato attraverso velivoli non pilotati. Diverse serie di forti esplosioni sono state avvertite in vari quartieri della città a seguito dell'attivazione dei sistemi di difesa aerea volti a intercettare la minaccia. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, è intervenuto sui canali social per mettere in guardia la cittadinanza: “Le forze di difesa aerea sono operative nella capitale. I droni nemici continuano a dirigersi verso la città. State al sicuro”.
Parallelamente alla pressione sulla capitale, le forze di Mosca hanno continuato a colpire i centri urbani del meridione. Nella città costiera di Odessa, un raid aereo ha centrato direttamente un edificio residenziale, provocando il ferimento di otto persone e causando ingenti danni alle strutture abitative. La strategia dei raid aerei a corto e medio raggio continua così a logorare la popolazione civile, confermando come la condotta militare russa punti al continuo stress delle infrastrutture urbane per indebolire la tenuta interna del Paese.
LA MOSSA DI NAFTOGAZ: SEQUESTRATA UNA NAVE RUSSA NELL'ARTICO. Sul fronte delle ritorsioni economiche e legali, si registra un importante sviluppo nelle acque del Nord Europa. Su disposizione delle autorità giudiziarie norvegesi, è stata posta sotto sequestro la nave da crociera russa Professor-Molchanov nelle isole Svalbard, all'interno della regione artica. L'operazione è stata condotta su richiesta del gruppo energetico statale ucraino Naftogaz per dare esecuzione coattiva a un lodo arbitrale internazionale. La sentenza impone alla Federazione Russa il pagamento di circa 4,22 miliardi di dollari a titolo di risarcimento per l'espropriazione illegale degli asset energetici e delle infrastrutture avvenuta in occasione dell'annessione della Crimea. L'imbarcazione si trova attualmente ancorata presso la località mineraria di Barentsburg. Il provvedimento cautelare, disposto dal tribunale norvegese alla fine di agosto per garantire il soddisfacimento del credito comprensivo di interessi e spese legali, rappresenta una tappa strategica nelle azioni giudiziarie intraprese da Kiev. Il presidente e amministratore delegato ad interim di Naftogaz, Serhiy Fedorenko, ha commentato con fermezza la misura: “Questo è un altro passo importante verso il ripristino della giustizia di fronte al sequestro illegale dei beni di Naftogaz in Crimea da parte della Russia. Continueremo a cercare i beni russi in tutto il mondo fino al completo pagamento del risarcimento dovuto a Naftogaz e alle altre società del Gruppo Naftogaz”.
SICUREZZA DEI CIELI E MINACCE ALL'AVIAZIONE CIVILE. L'estensione delle operazioni militari e l'impiego massiccio di droni stanno determinando forti ripercussioni anche sul comparto del trasporto aereo globale. L'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (ICAO), agenzia specializzata delle Nazioni Unite, è intervenuta per rivolgere un appello urgente a tutti gli Stati membri affinché garantiscano la “protezione degli aerei civili” dai “rischi provenienti dalle zone di conflitto”. La presa di posizione dell'organismo internazionale segue le dettagliate segnalazioni inviate dalle autorità di Kiev, le quali hanno informato l'agenzia che lo spazio aereo sovrastante il territorio russo “non è sicuro”. Sull'argomento è giunto anche il monito diretto del presidente Volodymyr Zelensky, il quale ha evidenziato come il sorvolo delle regioni interessate dalle traiettorie dei droni e dai sistemi di disturbo elettronico sia diventato “estremamente pericoloso” per la navigazione aerea commerciale, pur sottolineando che Kiev pone tutte le attenzioni a non attaccare velivoli civili.
DIPLOMAZIA AL CALOR BIANCO TRA BERLINO E MOSCA. In parallelo al conflitto combattuto sul territorio ucraino, si intensifica lo scontro politico e diplomatico tra la Russia e i Paesi membri dell'Unione Europea. Nel corso della giornata di ieri, il Ministero degli Esteri di Mosca ha convocato ufficialmente l'incaricato d'affari della Germania. La decisione del Cremlino è giunta a seguito delle dure prese di posizione assunte dal governo tedesco, bollate dalla diplomazia russa come “dichiarazioni anti-russe”. La tensione diplomatica è esplosa all'indomani dell'annuncio da parte di Berlino di nuove misure punitive e ritorsive nei confronti di Mosca. Le autorità della Repubblica Federale accusano i servizi di sicurezza russi di aver orchestrato un'azione di sabotaggio sfociata nell'invio di un drone carico di materiale esplosivo diretto verso l'aeroporto di Lipsia. L'episodio, risalente all'inizio di agosto, ha riaperto il fascicolo sulle attività ostili di guerra ibrida condotte sul suolo europeo, confermando il progressivo deterioramento delle relazioni tra Mosca e i principali governi del blocco occidentale. (3 SET – deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione