di Paolo Pagliaro
Viviamo due emergenze che si intrecciano e si rincorrono senza che nessuno le guardi davvero in faccia. La prima è il clima, che non è più un problema per i nipoti ma una cambiale che arriva a scadenza già oggi, sotto forma di alluvioni, siccità, migrazioni forzate, città invivibili. La seconda è l'intelligenza artificiale, che sta riscrivendo in tempo reale il modo in cui lavoriamo, impariamo, pensiamo. E persino il modo in cui ci formiamo un'opinione. Due trasformazioni epocali, die cui si parla molto nelle famiglie e poco nei Palazzi.
Le classi dirigenti europee preferiscono terreni più rassicuranti: la governance dell'Unione, le architetture finanziarie, i meccanismi di bilancio. Argomenti seri, per carità, e Draghi quando li tratta lo fa con competenza indiscutibile. Ma sono anche argomenti che permettono di sembrare rigorosi senza dover rispondere alla domanda più scomoda: che cosa succede a milioni di lavoratori quando l'IA generativa sostituisce non solo le mansioni ripetitive ma anche pezzi di lavoro intellettuale? Che cosa succede alla democrazia quando la formazione delle opinioni passa sempre più per algoritmi opachi, addestrati da pochi soggetti privati?
Il rifugio nella complessità è diventato l'alibi perfetto. "La materia è tecnica", si dice, "servono competenze specialistiche", e nel frattempo si rimanda. Ma la complessità non è una scusa per il silenzio: è esattamente la ragione per cui servirebbe un investimento massiccio nella scuola, che oggi non prepara né gli insegnanti né gli studenti a convivere criticamente con questi strumenti. È la ragione per cui servirebbero politiche del lavoro pensate per la transizione, non per l'emergenza quando sarà già esplosa. È la ragione per cui il clima andrebbe trattato come priorità assoluta di bilancio, non come capitolo residuale dopo la difesa e il debito. Chi guida oggi le nostre istituzioni ha strumenti culturali per affrontare questi temi. Il problema non è l'incompetenza, è la scelta — consapevole o meno — di restare su un terreno dove il consenso è più facile da costruire. Ma il tempo per i sonnambuli si sta esaurendo.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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