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direttore Paolo Pagliaro

NUCLEARE, PICHETTO:
PRESTO SI’ A LEGGE

NUCLEARE, PICHETTO: <BR> PRESTO SI’ A LEGGE

"In questi quattro anni di governo ci siamo trovati sistematicamente a fare i conti da un lato con il fronte climatico, dalle emissioni al riscaldamento globale e agli eventi estremi, e dall'altro con due guerre che hanno ribadito quanto il nostro Paese sia dipendente dall'estero sul fronte energetico". Lo afferma Gilberto Pichetto Fratin, in una intervista al Quotidiano Nazionale evidenziando anche che "al 30 giugno siamo arrivati a 28 nuovi gigawatt installati da fonti rinnovabili. Partivamo dall'1,5 all'anno del governo Conte e siamo arrivati a superare i sette. E consideri che le autorizzazioni sono di 10 gigawatt in più. Il risultato è che nel 2025 per la prima volta l'energia da fonti rinnovabili ha superato quella prodotta da fonte fossile". Sul fronte del nucleare il ministro precisa che "non stiamo costruendo un reattore, ma stiamo riportando una tecnologia che manca da 40 anni in Italia. E per fortuna che nel frattempo la nostra industria non si è fermata, oggi il paradosso è che vendiamo le tecnologie nucleari agli altri. Dunque: capisco le dichiarazioni politiche, ma sul tema mi aspetterei maggiore serietà. Il percorso è serio e articolato" e che "abbiamo iniziato nel 2023 mettendo cento esperti a lavorare sul nucleare sostenibile e siamo arrivati a una legge delega che, se tutto va bene, arriverà al sì definitivo entro metà settembre". “L'obiettivo è arrivare alla fine della legislatura con le basi per un ritorno al nucleare che farà la differenza per i nostri figli – aggiunge -. Perché una cosa è chiara: noi oggi paghiamo care le conseguenze di una scelta dei nostri padri. Con questa legge allevieremo il peso dei costi energetici delle prossime generazioni. E in futuro, questo è chiaro, chi pagherà cara l'energia sarà più povero e chi ne avrà a minor prezzo sarà più competitivo”. In merito alla missione in Egitto evidenzia inoltre che “al Cairo abbiamo avuto una splendida accoglienza e riaffermato l'importanza e la strategicità della cooperazione tra i nostri due Paesi, soprattutto nel settore energetico, con l'impegno ad espandere la cooperazione nei settori del gas naturale, delle energie rinnovabili e dei progetti di transizione verde”. Quindi sottolinea che grazie alla stabilità del governo "in quattro anni abbiamo aggiunto un milione e 300 mila posti di lavoro, e raggiunto il record di 643 miliardi di esportazioni", con lo spread sceso dai 240 punti della fine del 2022 agli attuali 70. "Si può fare di più e bisogna fare meglio, e questo all'interno della coalizione deve essere responsabilità di tutti. Se c'è una critica che mi sento di fare è che siamo molto lenti, tanta burocrazia, abbiamo dei processi decisionali lunghi e macchinosi, dobbiamo perciò impegnarci tutti di più", conclude, ricordando infine che nonostante le differenze tra i partiti della coalizione "va riconosciuto ai nostri leader di essere sempre riusciti a trovare una sintesi". (4 set - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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